Padre abbandona i figli allo stadio, a casa i poliziotti scoprono foto di maltrattamenti e abusi

Un singolo episodio ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora che ha condotto all'arresto e poi alla condanna in primo grado di un 42enne per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale sulla moglie. A fare emergere gli abusi sono stati i figli della coppia: una bimba di 10 anni e un maschietto di 9. Era l'aprile 2024 e il padre li aveva portati allo stadio per assistere a un match di calcio tra Bologna e Monza, lasciandoli però nella calca dei tifosi al termine dell'incontro.
Da quell'episodio si è innescata una serie di eventi che hanno portato all'indagine che ha condotto in carcere il 42enne. Tutto è iniziato nel 2024, quando due tifose al termine della partita notariono l'uomo visibilmente alterato e barcollante in mezzo alla folla, e con lui i due bambini contro i quali sembrava inveire. Sul momento, l'uomo si sarebbe giustificato dicendo di non trovare la macchina, e poi, incalzato dalle donne che avevano preso le difese dei piccoli, avrebbe raggiunto l'auto per andare via.
A quel punto i bambini era soli con le due tifose sconosciute, ma per fortuna la più grande ricordava il numero di telefono della madre ed è riuscita a contattarla e a tornare a casa. Solo dopo è sopraggiunto anche il padre. Sul posto sono intervenuti anche i poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio, i quali, attraverso la visione del contenuto del cellulare della donna hanno scoperto anni di minacce e soprusi, oltre alle foto che provano i maltrattamenti nei confronti dei piccoli.
Tutto il materiale è poi finito al centro del processo aperto poco dopo, e che si è concluso con la condanna in primo grado nei confronti dell'uomo. Durante il dibattimento sono emerse testimonianze di reiterate violenze all'interno di una famiglia all'apparenza insospettabile, formata da professionisti affermati. Dietro la porta di casa però si nascondevano botte e violenze. In alcuni casi anche l'anziana madre del 42enne sarebbe stata malmenata nel tentativo di difendere i nipotini e la nuora.
L'uomo avrebbe inviato alla moglie, a scopo di minaccia, anche messaggi con riferimenti a femminicidi. Un vortice di violenza terminato con una condanna in primo grado. "Speriamo che rappresenti la fine di un incubo. Purtroppo sono molti i casi in cui le vittime faticano a denunciare", spiega a Fanpage.it l'avvocato Marco Sciascio legale di parte civile della vittima. L'uomo non potrà avvicinarsi alla famiglia e gli verrà applicato il braccialetto elettronico.