Oggi le perizie sui bimbi della famiglia nel bosco, Cantelmi: “Contrari a cambio comunità, sarebbe disastroso”

Oggi e domani, 6 e 7 marzo, si terranno le perizie sui bambini della famiglia nel bosco. I piccoli, una bambina di 8 anni e due gemellini di 6, saranno valutati dall'equipe del ctu dell'Asl di Vasto nell'ambito dell'accertamento chiesto dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila. L'incontro fa parte del più ampio accertamento chiesto dai giudici allo scopo di valutare se i coniugi Catherine Birmingham e Nathan Trevallion potranno riottenere la potestà genitoriale temporaneamente sospesa a novembre.
All'incontro sarà presente anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa dei Birmingham-Trevallion, che a Fanpage.it confida di essere preoccupato per lo stato in cui troverà i bambini: "Sono già molto provati da quello che è successo, uno dei tre piccoli, in particolare, sta molto male e ha avuto episodi di autolesionismo. Tutti soffrono molto il distacco dai genitori. Circostanze che sono state anche già accertate proprio dall'Asl".
Dallo scorso novembre i bambini sono stati affidati ai servizi sociali e trasferiti dal rudere in cui vivevano nel bosco di Palmoli in una casa famiglia a gestione privata di Vasto. Anche la madre vive lì, ma può vedere i figli solo in orari prestabiliti, il padre invece può andare in visita quattro volte a settimana. Un tempo giudicato insufficiente dai familiari e che avrebbe contribuito a catapultare i bambini dal mondo bucolico nel quale vivevano alla realtà di una casa famiglia dove ci sono "adolescenti problematici e adulti estranei", come sottolinea lo psichiatra.
I continui attriti tra mamma Catherine e le assistenti sociali ha portato la struttura a chiedere il trasferimento della famigliola, una ipotesi che però trova la contrarietà del team difensivo. "Un ulteriore cambiamento sarebbe disastroso per i bambini. Siamo contrari a nuovi spostamenti in comunità".
L'unica soluzione per Cantelmi resta quella di ricongiungere genitori e figli: "Devono tornate a casa, non ci sono impedimenti adesso che si è fatto avanti un benefattore disposto a pagare l'affitto per la ‘casa di nonna Gemma' per 12 anni, fino alla maggiore età dei bambini". Si tratta della struttura dove risiede Nathan e che potrebbe rappresentare il compromesso tra la volontà della famiglia di vivere a contatto con la natura e la necessità della giustizia di fare crescere i minori in un contesto maggiormente antropizzato.
Ma dopo una lunga intervista alla tv australiana rilasciata dai genitori, l'Abruzzo non sembra più il paradiso bucolico che la coppia si aspettava. Davanti all'ipotesi del ritorno della famiglia in Australia, il consulente si dice scettico: "L'Italia è il paese che amano e che hanno scelto. Non avrebbero mai pensato di stabilirsi altrove, ma sono disperati davanti alla sottrazione dei figli, se le cose tornassero come prima la frattura potrebbe essere sanata". E aggiunge: "Quella intervista è stata realizzata un mese fa e mandata in onda solo adesso. Allora Catherine era frustrata e oggi lo è ancora di più".