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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Non si capisce più se si indaga su Andrea Sempio o su Alberto Stasi: cosa stanno cercando sul delitto di Garlasco

Le consulenze di parte, quando manca poco alla chiusura delle indagini su Andrea Sempio ovvero l’attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, si stanno spostando su analisi che confermano la condanna ad Alberto Stasi. Dalla relazione sulla dinamica e quella sui pc della vittima e del condannato. Ecco cosa sta succedendo.
A cura di Giorgia Venturini
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Andrea Sempio ed Alberto Stasi
Andrea Sempio ed Alberto Stasi
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Manca il deposito della relazione super partes della antropologa Cristina Cattaneo e poi la Procura di Pavia procederà con la chiusura delle indagini su Andrea Sempio e quindi con la richiesta di archiviazione o rinvio a giudizio. Ora la sensazione però è che le consulenze di parte (soprattutto lato Poggi) si stiano concentrando sulla ricerca di prove che confermino la condanna ad Alberto Stasi piuttosto che su analisi che coinvolgano Andrea Sempio, ovvero l'attuale indagato del delitto di Chiara Poggi. Tutto in vista di una possibile revisione del processo di Stasi?

Una strategia confermata anche dal fatto che un anno fa la difesa di Sempio (soprattutto l'avvocato Massimo Lovati) aveva più volte ribadito l'innocenza di Stasi puntando il dito invece contro la criminalità organizzata, mentre oggi la strategia è cambiata e nessuno più invoca l'innocenza del condannato. Ma andiamo per ordine, cosa sta succedendo ora?

I consulenti della famiglia Poggi si stanno concentrando in questi giorni sulla dinamica dell'omicidio. Già dal 2009 (durante il processo di primo grado a Stasi) avevano sempre sostenuto che Chiara Poggi avesse aperto la porta quella mattina a qualcuno che conosceva molto bene. I due si sarebbero seduti in cucina e qui sarebbe iniziata una lite dimostrata, secondo i consulenti Poggi, dal fatto che le sedie erano spostate. Secondo i giudici invece l'aggressione sarebbe iniziata all'ingresso di casa. Poi l'assassinio e il trascinamento del cadavere della ragazza (che non ha avuto il tempo di difendersi ed è morta in pochi minuti) lungo le scale interne.

Stando anche alla relazione del Ris nei giorni successivi l'omicidio, la casa era piena di macchie di sangue. Quindi, chiunque è entrato nella villetta Poggi il 13 agosto 2007 poteva aver evitato le pozze di sangue sparse per la casa? Ma soprattutto, come faceva Stasi ad avere le scarpe completamente bianche quando lui ha raccontato di essere entrato in casa della fidanzata e di aver trovato il suo cadavere?

Secondo i giudici che lo hanno condannato, non regge la condotta di Stasi ‘scopritore‘: trattasi di un tema di centrale rilevanza, "che si collega alla verità o meno del suo racconto alla luce dell'assenza delle sue impronte in casa Poggi e di tracce di sangue o di DNA della vittima sulle sue scarpe". Ma che percorso ha fatto Alberto Stasi per non sporcarsi? Durante il dibattimento di primo grado era stata chiesta ed eseguita una perizia per capire se Stasi poteva aver camminato in casa senza sporcarsi. Nella sentenza che lo ha condannato nel 2014 i giudici hanno sottolineato che però "nessuna perizia di nessun genere è in grado di stabilire con assoluta certezza, il percorso fatto da Alberto Stasi una volta entrato in casa di Chiara Poggi. (…) perché prescinde e non considera l'infinita variabile dei comportamenti umani, che, occorre sottolinearlo, non sono codificabili né classificabili". Anche vero che i giudici non appoggiarono l'ipotesi dello Stasi ‘scopritore' e lo condannarono a 16 anni di carcere.

Ora una consulenza richiesta dalla famiglia della vittima stabilisce che la versione di Alberto Stasi non è credibile perché non poteva non sporcarsi di sangue quando è entrato nella villetta. La famiglia di Chiara Poggi quindi in questi giorni ha confermato ciò che aveva già stabilito la Cassazione: che Stasi era entrato in casa della fidanzata come assassino e che avesse poi buttato le scarpe sporche di sangue.

Non è che l'ultima consulenza, i Poggi inoltre hanno eseguito una loro consulenza sui pc di Alberto Stasi e di Chiara Poggi: hanno spiegato che quando la sera del 12 agosto 2007 la vittima è rimasta a casa da sola per 10 minuti, perché Stasi uscito per gestire i cani, avrebbe aperto la cartella contenenti i file porno del ragazzo. Che poi tra i due sarebbe scoppiata una lite la sera prima dell'omicidio? Anche la difesa di Andrea Sempio ha chiesto un nuovo incidente probatorio sui pc, ma il giudice per le indagini preliminari lo ha rifiutato. Perché?

Il gip ha spiegato il rifiuto spiegando che sono già in corso accertamenti informatici proprio sulle copie forensi dei computer della vittima e del fidanzato. Aprire quindi un incidente probatorio non avrebbe senso. Il legale di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti, ha tenuto a precisare: "La Gip non ha ammesso l'incidente probatorio avendo il pm dato, peraltro dopo che avevo annunciato la nostra istanza, esattamente lo stesso incarico al proprio consulente perché lo espleti in meno di 60 giorni". Mentre l'avvocata di Alberto Stasi, Giada Bocellari, sentita a Fanpage.it ha tenuto a sottolineare: "La richiesta non è stata respinta, è stata dichiarata inammissibile, che è diverso". La Procura di Pavia continua a indagare su Andrea Sempio.

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