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Neonati sepolti in giardino a Parma

Neonati sepolti in giardino, Chiara capace di intendere e volere ma “immatura, fragile e narcisista”

La relazione della perizia psichiatrica super partes sulla giovane Chiara disposta dalla Corte di assise di Parma e depositata in Tribunale ha stabilito che la 23enne può affrontare il processo confermando però una “fragilità di natura narcisistica”
A cura di Antonio Palma
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È capace di intendere e volere e può stare in giudizio la 23enne a processo per il duplice omicidio dei suoi due figli neonati, sepolti nel giardino di casa a Traversetolo, in provincia di Parma, ad un anno di distanza l'uno dall'altro. Lo ha stabilito la perizia psichiatrica super partes sulla giovane Chiara disposta dalla Corte di assise di Parma e depositata in Tribunale dove sarà discussa nella prossima udienza del 13 febbraio.

Per i due consulenti, Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, non vi è dunque nessuna patologia psichiatrica che possa impedire il processo in corso per duplice omicidio perché la sua condizione non incide sulla capacità di intendere e volere. Conclusioni opposte a quelle dei consulenti psichiatrici nominati dalla difesa di Chiara. Questi ultimi, infatti, nelle conclusioni della relazione depositata a maggio, descrivono la giovane come fragile, immatura e incapace di intendere e di volere perché si trovava in uno stato di dissociazione al momento dei fatti.

Una fragilità che è stata confermata anche dalla perizia del Tribunale e in particolare dalla relazione dello psicologo e psicoterapeuta Mauro Di Lorenzo, che su richiesta delle due perite nominate dalla corte di assise di Parma ha preso parte ai colloqui e svolto con la giovane imputata un approfondimento psicodiagnostico, somministrando dei test alla 23enne di Traversetolo.

Secondo le due perite, Chiara infatti appare immatura e mostra un aspetto infantile, non sempre adeguato al contesto nei modi e nelle espressioni e per questo bisognosa di un trattamento e percorso di cura. Per la perizia c’è "una evidente dissonanza tra la sensazione soggettiva e l'immagine che mostra all'esterno, iper adattata".

Anche secondo gli esami dello specialista, Chiara ha una fragilità di natura narcisistica, unitamente ad un vissuto di profonda vulnerabilità ed esposizione a possibili danneggiamenti da parte degli altri. Questo la porta da un lato a preferire il ritiro e "l'evitamento" a livello relazionale, per evitare la possibilità di essere colta nelle sue reali caratteristiche. Dall'altro lato, “se profondamente ferita o disconfermata a livello del proprio valore, può lasciar emergere una rabbia vendicativa non commisurata a quanto a sua volta ricevuto da parte degli altri”.

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