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Neonati sepolti in giardino a Parma

Neonati sepolti a Parma, ginecologa di Chiara: “Genitali come non avesse partorito, feto forse già morto”

Per la ginecologa che visitò la 23enne a processo per il duplice omicidio dei suoi due figli neonati, sepolti nel giardino di casa a Traversetolo, “assolutamente non possiamo dire che questo bimbo ‘sicuramente non è nato morto'”.
A cura di Antonio Palma
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"Non possiamo escludere che il decesso del primo figlio sia stata una morte endouterina fetale” è quanto sostiene la ginecologa della difesa nel processo a carico della 23enne Chiara, la giovane  imputata per il duplice omicidio dei suoi due figli neonati, sepolti nel giardino di casa a Traversetolo a un anno di distanza tra loro. Ascoltata in aula come perito di parte, la dottoressa Immacolata Blasi ha riporto alcuni elementi medici sulle condizioni della ragazza imputata da cui per lei emerge una considerazione perentoria: “Assolutamente non possiamo dire che questo bimbo ‘sicuramente non è nato morto'".

"Si riconosceva uno stato di involuzione uterina, quindi il parto c’era stato, ma a livello dei genitali non c’era alcuna evidenza del parto. Non c’erano esiti di lacerazioni. I genitali della ragazza sembravano quelli di una persona che non ha partorito” ha spiegato la specialista che ha visitato la ragazza a fine agosto 2024 per verificare la situazione dopo il parto del secondo figlio, nato nello stesso mese.

In base a quella visita, la ginecologa ritiene “molto probabile che il secondo feto sia stato un feto sotto il decimo percentile”, di conseguenza “è molto probabile quindi che anche il primo feto sia stato un bimbo ‘piccolo' che va più facilmente incontro a sofferenza, con un rischio più alto di complicazioni". Considerazioni che appoggiano dunque la versione di Chiara che ha sempre sostenuto che i bimbi fossero nati già morti e che lei si sarebbe limitata a seppellirli in giardino per tenere nascosta la gravidanza di cui nessuno sapeva nulla.

Tesi diametralmente opposta invece quella dei periti dell’accusa secondo i quali "È del tutto prospettabile che non sia morto prima del parto". Per gli inquirenti infatti il primo neonato, sebbene nato vivo, e ucciso successivamente al parto.

La psicoterapeuta: "Chiara ha subito traumi relazionali precoci"

Nell’ambito del processo in corso in corte d’Assise a Parma, oggi anche la testimonianza della psicoterapeuta che ha in cura la 23enne dal settembre 2024. “Chiara ha una sensibilità alla critica e al giudizio di origine traumatica ed è lì il motore del senso di vergogna che va in profondità. Ci sono stati dissociativi: continua a fare la baby sitter e studia, ma un’altra parte emotiva contiene terrore e paura. Ha subito traumi relazionali precoci, altamente impattanti, all’età di 5 o 6 la nonna le diceva di fare o non determinate cose, ‘devi dire, non devi dire, devi piangere, non devi piangere', un contesto estremamente rigido” ha dichiarato la specialista tra la commozione della giovane imputata.

“Credo che Chiara abbia una personalità molto complessa, una fragilità emotiva, c’è un disturbo di personalità che a mio avviso ha caratteristiche miste, di tipo ossessivo, depressivo e dissociativo. C’è una compromissione nell’area affettiva. È una persona che non mi sapeva descrivere le sue emozioni, dal punto di vista cognitivo i suoi desideri” ha concluso la psicoterapeuta.

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