Mamma e figlia morte a Campobasso, non fu intossicazione ma omicidio: “Sono state avvelenate con ricina”

Incredibile svolta nelle indagini sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Jelsi, 50 anni, decedute a Campobasso lo scorso Natale. Le due non sarebbero state vittime di una intossicazione alimentare, come si è pensato in un primo momento, bensì sarebbero state avvelenate. C'è infatti un nuovo fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, per duplice omicidio premeditato, secondo quanto si apprende da fonti qualificate.
Le due sarebbero state avvelenate nella loro casa di Pietracatella con la ricina, una sostanza altamente tossica contenuta nei semi della pianta del ricino. Dopo l'ingestione causa innanzitutto nausea, vomito, diarrea e affanno; l'avvelenamento può poi progredire fino a far collassare diversi organi e a causare il decesso. Tracce del veleno sono state trovate durante gli esami effettuati sul sangue, sia in Italia che all'estero, tra Svizzera e Stati Uniti, e in un capello di Antonella Di Ielsi, deceduta il giorno successivo alla figlia.
Proseguono, intanto, le verifiche per ricostruire modalità e responsabilità, mentre restano in corso ulteriori analisi per consolidare il quadro probatorio. L'autopsia, eseguita il 31 dicembre, non aveva fornito risposte immediate e i risultati definitivi non sono ancora stati depositati.

Tra il 24 e il 26 dicembre Antonella Di Jelsi e sua figlia Sara, residenti a Pietracatella, si erano recate ripetutamente al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli di Campobasso accusando malori. Dopo essere state più volte rimandate a casa sono state accettate per un ricovero, ma sono morte poche ore dopo. Anche il marito di Antonella, e padre della ragazza, Gianni, finì in ospedale e oggi sta bene, mentre la figlia maggiore non partecipò alla cena poco prima di Natale e non ha mai manifestato sintomi. Il 29 dicembre la Procura di Campobasso ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici per le ipotesi di reato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità colposa in ambito sanitario.
Tuttavia, nel corso delle settimane sono state escluse le ipotesi di botulino, funghi velenosi e principali sostanze chimiche, mentre una parte dei residui dei pasti non era stata recuperata perché già conferita nei rifiuti organici prima del sequestro dell'abitazione. La svolta investigativa di oggi si inserisce in un quadro ancora aperto e in evoluzione. Non si sa ancora se ci fossero tracce di ricina anche nel sangue del marito e papà delle vittime, come rivelano fonti a Fanpage.it.
"Se dovessero essere confermate le notizie di queste ore, e non ho motivo di dubitare, la posizione dei medici cambia radicalmente. È matematico che seguendo le linee guida per l'intossicazione alimentare il medico non può rendersi conto di trovarsi di fronte a questo tipo di avvelenamento", ha detto Fabio Albino, legale di uno dei cinque medici indagati per omicidio colposo in merito alla morte di Sara e di sua mamma, Antonella.