video suggerito
video suggerito
Intossicazione alimentare Campobasso

Mamma e figlia morte a Campobasso, nel sangue del marito non c’è traccia di ricina: anche lui era finito in ospedale

Si continua a indagare sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara, appena 15enne. Le due sarebbero decedute per avvelenamento (e non per intossicazione) lo scorso dicembre a Campobasso. Nel sangue del marito e padre delle due vittime non sarebbero state trovate tracce di ricina.
A cura di Gabriella Mazzeo
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Nel sangue di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, appena 15enne, sono state trovate tracce di ricina, sostanza letale ricavata dal seme di ricino. L'ipotesi è che il veleno che ha causato la morte di mamma e figlia a Campobasso lo scorso Natale, possa essere stata acquistata sul dark web. Mentre le indagini continuano e il fascicolo è stato trasferito alla Procura di Larino, si indaga anche sulle analisi di Gianni Di Vita, il marito di Antonella e papà di Sara, ricoverato per un malore dopo la cena di famiglia. Nelle analisi non sono state rilevate tracce di ricina nel suo sangue. Per questo i campioni verranno riesaminati.

Per stabilire i prossimi passi, bisognerà aspettare le risultanze delle autopsie e la relazione del Centro antiveleni. Cade l'ipotesi della "semplice" intossicazione alimentare dopo mesi di indagini: la pista più accreditata è al momento quella del delitto per avvelenamento. Il fascicolo aperto è per duplice omicidio premeditato e al momento è contro ignoti.

Al centro delle nuove ombre investigative, oltre alle analisi effettuate dall'Istituto Spallanzani di Roma su Gianni Di Vita, ricoverato e risultato negativo alla ricina, ci sono anche gli amici. Gli investigatori stanno indagando per capire chi si sia procurato la sostanza velenosa e come lo abbia fatto: i killer, al momento ignoti, potrebbero essersi procurati la ricina sul dark web. Saranno sentiti con tutte le probabilità di nuovo il padre (commercialista ed ex sindaco di Larino), sua figlia Alice, 19 anni, scampata al malore perché quella sera aveva cenato fuori, e gli amici di famiglia.

Per i medici indagati, i legali puntano a far cadere in via definitiva le accuse nei loro confronti. L'avvelenamento, infatti, sarebbe avvenuto prima dell'arrivo in ospedale e, secondo gli avvocati, non sarebbe stato rilevabile in Pronto Soccorso. "Quella tipologia di avvelenamento – ha spiegato Fabio Albino, legale di uno dei cinque dottori indagati – non si poteva scoprire al ricovero, quindi ci aspettiamo una archiviazione".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views