La tregua in Iran non risolve i problemi dei voli in Europa: l’intervista al presidente di Assaeroporti

L'apertura dello Stretto di Hormuz è sul tavolo negoziale per un accordo tra Stati Uniti e Israele da un parte e Iran dall'altra. Questo potrebbe cambiare lo scenario di crisi che si stava aprendo per il trasporto aereo europeo a causa della carenza di carburante. A Fanpage.it, Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti, spiega come questa crisi sta cambiando il nostro modo di viaggiare e quali sono le prospettive future per il trasporto aereo.

Lo Stretto di Hormuz è al centro della trattativa che Stati Uniti e Israele stanno conducendo con l'Iran. La possibile apertura cosa cambierebbe per chi viaggia?
Questa notizia conferma che è difficile fare previsioni credibili e affidabili perché lo scenario è in continuo mutamento, e quello di oggi è nettamente positivo. I problemi non scompaiono con questa tregua ma si attenuano sensibilmente. Resta uno scenario da gestire, anche perché i danni alle raffinerie continuano a determinare difficoltà nei rifornimenti.
Si parla della possibilità di introdurre pedaggi per il transito. Questo avrà un impatto?
Sì, ora dobbiamo chiederci a quali condizioni lo Stretto verrà aperto? Saranno aperti tutti i flussi? E quale ruolo avranno i diversi paesi? Ci sono una serie di ulteriori informazioni che ci mancano per poter esprimere un giudizio plausibile. L'unica certezza è che la mancata apertura di un tavolo negoziale sarebbe stata scellerata.
Il nostro modo di viaggiare cambierà dopo questa crisi?
Anche questo è da vedere. Noi come Assaeroporti abbiamo sempre dato un giudizio non allarmistico della situazione, e a maggior ragione lo facciamo oggi. Ci potrà essere forse un aumento dei prezzi, ma sottolineiamo il forse. Noi sollecitiamo le autorità a vigilare per evitare che qualcuno faccia il furbo, come sempre accadde quando si verificano queste situazioni. Non sono però pessimista sul fatto che questo stravolgerà il nostro modo di viaggiare. Diverso sarebbe stato se lo Stretto di Hormuz fosse rimasto chiuso.
Il presidente dell'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) ha dichiarato che anche se venisse aperto adesso ci vorranno diversi mesi prima che le forniture e i prezzi di carburante tornino normali. È così?
Sì, naturalmente bisogna capire che cosa significa "normale". Dobbiamo chiederci in quanto tempo, in che modo e a quali condizioni. Tutto questo è sub iudice, non è un tema facilmente decifrabile oggi. La dichiarazione del presidente dello IATA può essere stata fatta per evitare il cosiddetto effetto pendolo, lo stesso per cui ieri erano tutti tragicamente preoccupati e oggi tutti contenti. Però, a fronte del pericolo cero che qualcuno paventava fino a ieri, dobbiamo considerarla un'evoluzione positiva.
Il tema della dipendenza dei rifornimenti per l'aviazione però resta sul tavolo. Che la riapertura dello Stretto sia duratura oppure no. A questo proposito Ita Airways ci ha spiegato che si stanno guardando intorno per l'approvvigionamento, in particolare verso i mercati asiatici.
Quando c'è un momento di crisi si scoprono sempre una serie di questioni e di problemi latenti. Chiariamo innanzitutto che rispetto alle forniture per le compagnie aeree, gli aeroporti che noi rappresentiamo non hanno alcun ruolo, se non quello di stoccaggio e deposito. Detto questo, le forniture sono assicurate attraverso modalità molto diverse: alcune compagnie hanno contratti direttamente con le realtà petrolifere; altre hanno rapporti con broker e mediatori; altre ancora fanno prevalentemente riferimento alle compagnie petrolifere, ma tengono broker di riserva. Insomma, la situazione è molto variegata. La domanda è legittima ma non abbiamo tutti gli elementi per poter rispondere adeguatamente. Questo è il tema.
Al momento non si conosce neanche l'ammontare esatto delle riserve di carburante aereo in Italia e in Europa. A questo proposito oggi c'è un incontro alla Commissione europea. Siete fiduciosi che questo cambi i flussi di informazione?
Sì, siamo molto fiduciosi che questo incontro possa determinare dei criteri che alimentino in modo corretto il flusso di informazioni, aspetto importantissimo se si vuole scegliere una strategia rispetto a questo mercato. Si fatica di più se ognuno va per i fatti suoi e se non c'è un quadro di riferimento complessivo, così si rischia di fare degli errori. E purtroppo questo quadro oggi non è disponibile.