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Accoltellato a scuola a La Spezia, lo zio: “Vogliamo giustizia per tutta la famiglia, serve una legge severa”

Familiari e amici di Abanoub Youssef chiedono giustizia per il 18enne ucciso a scuola da un coetaneo: “La vittima non è una, ma un’intera famiglia”
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Abanoub Youssef
Abanoub Youssef

"Vogliamo giustizia". È questo l'appello lanciato a gran voce dalla famiglia di Abanoub Youssef, lo studente ucciso da un compagno di scuola a La Spezia. I familiari e gli amici del giovane di origine egiziana si sono riuniti domenica davanti alla Prefettura per chiedere che vengano prese misure severe contro Zouhair Atif, coetaneo della vittima, arrestato per l'omicidio.

"La vittima non è una, un'intera famiglia è stata completamente rovinata. È morto un angelo ed è rimasto in vita un assassino. Si poteva evitare, il ragazzo era stato segnalato, tutti sapevano che girava con il coltello". È l'accusa lanciata dallo zio della giovane vittima, Abram Attia. Intanto, il padre di Abanoub stringe una foto con l'immagine del figlio con le ali d'angelo. È presente alla manifestazione alla Prefettura, ma incapace di parlare.

Secondo i familiari di Aba, la scuola avrebbe saputo che Atif portava con sé un coltello, ma non sarebbero stati presi provvedimenti adeguati per evitare la tragedia. Gli stessi familiari hanno poi incontrato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, come spiega lo zio al Corriere: "Serve una legge per cui se uno studente viene preso con un coltello deve essere punito severamente, anche per dare una lezione agli altri. Ci ha detto che in settimana su questo interverrà il governo".

Anche il padre di Atif è intervenuto pubblicamente chiedendo perdono per il figlio, ma lo zio di Aba è categorico: "Se quel ragazzo è diventato assassino a 18 anni dipende anche dai genitori. Se non sono riusciti ad educarlo non bastano le scuse. Tutto parte dall’educazione in casa".

Dopo quella davanti alla Prefettura, questa mattina si è tenuta una nuova manifestazione in memoria di Aba organizzata dagli amici e compagni di scuola di fronte all'istituto professionale Einaudi-Chiodo. Si tratta della stessa scuola dove venerdì scorso il 18enne è stato ucciso dopo un diverbio con il compagno di scuola di origine marocchina Zouhair Atif. Al centro del diverbio ci sarebbe stata una foto postata da Aba con una ragazza conosciuta da entrambi. Atif, stando agli elementi raccolti finora, avrebbe quindi estratto il coltello e aggredito violentemente il coetaneo nei bagni della scuola, davanti ad altri compagni attoniti.

Zouhair Atif è stato arrestato per omicidio e nell'interrogatorio avrebbe ammesso davanti al magistrato di aver ucciso il compagno per motivi legati proprio allo scambio di alcune foto con la ragazza che gli interessava.

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