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Il marito la picchia, donna costretta a dormire coi figli sulle panchine di Torino in pieno inverno

Secondo quanto emerso nelle indagini la donna e i figli erano spesso costretti a fuggire di notte da casa, spesso con abiti inadatti al freddo o addirittura scalzi, rifugiandosi sulle panchine di un giardino pubblico.
A cura di Davide Falcioni
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Costretta a dormire al gelo insieme ai figli minorenni, anche in pieno inverno, pur di salvarsi dalle botte del marito. È il quadro emerso da un'inchiesta coordinata dalla Procura di Torino che ha portato il Tribunale a disporre la sorveglianza speciale nei confronti di un uomo di 50 anni, autore per oltre un decennio di maltrattamenti nei confronti della famiglia.

Stando a quanto emerso nelle indagini della polizia, la donna e i figli, per sottrarsi alle aggressioni, erano spesso costretti a fuggire di notte dall'abitazione, spesso con abiti inadatti al freddo o addirittura scalzi, rifugiandosi sulle panchine di un giardino pubblico vicino fino al mattino, per poi rientrare solo quando l'uomo si era calmato. Il cinquantenne avrebbe inoltre isolato i familiari da parenti e amici, vietando loro qualsiasi rapporto esterno.

Tra gli episodi emersi nell'inchiesta anche l'impiego di armi soft air all'interno della casa, con colpi esplosi contro muri e suppellettili e, in un'occasione, l'obbligo imposto a un figlio ancora minorenne di recuperare dal frigorifero cosce di pollo per esercitarsi nel tiro. L'uomo si sarebbe anche presentato sul luogo di lavoro della figlia, ormai maggiorenne, nel tentativo di farla licenziare.

Alla luce della gravità delle condotte, il tribunale ha disposto per il cinquantenne la sorveglianza speciale per un anno e sei mesi, con l'obbligo di seguire un percorso di recupero per autori di violenza e di disintossicazione dall'alcol presso una struttura Serd.

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