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La morte di Liliana Resinovich

Il fratello di Liliana Resinovich: “Dal 2024 la salma non torna a Trieste, non ho mai potuto vedere il corpo”

Il fratello di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa nel dicembre del 2021 e trovata morta nel gennaio 2022 a Trieste, ha spiegato a Fanpage.it che la salma della sorella non è più stata restituita ai familiari dopo la riesumazione del 2024. “Non ho neppure mai visto il suo corpo, il riconoscimento fatto tramite una foto”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Liliana Resinovich
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"Il corpo di mia sorella è ancora a Milano. È lì dal 2024, quando è stato riesumato per il nuovo esame autoptico, ma da allora non è più tornato nel cimitero di Trieste. È una cosa che ci rattrista molto". A parlare è Sergio Resinovich, il fratello della 63enne Liliana Resinovich scomparsa nel dicembre 2021 e trovata morta nel gennaio del 2022. Le indagini su quanto accaduto alla donna rischiavano l'archiviazione dopo un'iniziale ipotesi di suicidio.

Il giudice per le indagini preliminari Luigi Dainotti ha respinto la richiesta di archiviazione, disponendo ulteriori accertamenti in 25 punti con la riesumazione del corpo. Dal 2024, la salma di Liliana non è più tornata al cimitero. "Non è ancora stata decretata la restituzione della salma e noi non abbiamo più potuto portare un fiore sulla sua tomba", ha ribadito a Fanpage.it Sebastiano Resinovich, che già in un'altra intervista aveva sottolineato che il corpo di Liliana non era più stato sepolto dopo la riesumazione. "Per noi familiari è una sofferenza della quale non conosciamo i motivi. Non ci è stato comunicato nulla, la mancata restituzione potrebbe essere legata a questioni burocratiche".

Liliana Resinovich
Liliana Resinovich

"Gli accertamenti disposti sulla salma di mia sorella sono stati effettuati – ha spiegato ancora Resinovich – dunque non riusciamo a trovare una spiegazione". Poi rilancia. "Durante i funerali di Claudio Sterpin (l'amico di Liliana Resinovich ndr), ho raccontato a diverse persone che dal giorno del ritrovamento, quindi dal gennaio 2022, non ho mai visto il corpo di mia sorella. Ho potuto riconoscerla soltanto attraverso una foto che mostrava solo una parte del viso, quella meno tumefatta".

"Ho chiesto notizie alla Procura e tornerò a chiederle. Avrei dovuto vedere la salma al momento del riconoscimento di mia sorella. Quando ho incontrato le autorità, pensavo che mi avrebbero portato all'obitorio per vedere Liliana, ma così non è stato. Mi hanno solo mostrato quella foto".

Liliana Resinovich (Facebook)
Liliana Resinovich (Facebook)

La vicenda si trascina dolorosamente da anni. Secondo Resinovich, è stata "portata per le lunghe" nel tentativo di "gettare le indagini nel dimenticatoio". Il fratello della 63enne ha spiegato di essere pronto a ridare sepoltura alla sorella lì dove era stato originariamente posto il cadavere in occasione dei funerali. La sua lapide, ricorda Sergio, è distante da quella di Claudio Sterpin, che è invece stato sepolto recentemente nella tomba di famiglia.

"Dopo 5 anni non sappiamo ancora niente della morte di mia sorella e questa è la cosa peggiore – ha ribadito -. Se fosse morta in un incidente o per malattia, probabilmente a un certo punto, seppur nel dolore, avremmo potuto andare avanti. Invece in questo momento siamo nel limbo e non possiamo spostarci da questa zona grigia". Il fratello della 63enne ribadisce che la sua è stata una "storia sfortunata", poi aggiunge. "Non è ancora finita. Speriamo di arrivare a un punto concreto, di avere finalmente un processo. In questo momento stiamo pagando noi familiari un ergastolo di sofferenza".

A fine marzo giungeranno al termine le perizie genetiche e merceologiche disposte nell'ambito delle indagini sulla morte di Liliana Resinovich. "Poi, si spera, arriveremo a un processo" ha affermato, riferendosi poi all'unico indagato, il marito della donna, Sebastiano Visintin. "C'è un indagato ancora a piede libero. Se dovesse davvero essere lui il responsabile della morte di mia sorella, sarebbe davvero grave sapere che per quasi 5 anni ha potuto vivere indisturbato la sua vita. Speriamo si arrivi a una svolta concreta, anche nel rispetto di chi ha voluto e vuole ancora bene a Liliana".

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