“Mio figlio è stato cancellato dallo Stato italiano, che non ne ha più parlato, ma per noi è difficile dimenticare" così Giannino Gottardi ha voluto denunciare pubblicamente quello che ai suoi occhi è un colpevole silenzio da parte delle autorità italiane su quanto accaduto il 14 giugno 2017 quando il devastante rogo della Grenfell Tower uccise 72 persone, tra cui due giovani architetti veneti poco più che ventenni, Marco Gottardi e Gloria Trevisan. “Sono giorni particolarmente duri dal punto di vista emotivo dettati dalla polemica mediatica sul risarcimento che avrebbero offerto a noi famigliari delle vittime per evitare il processo” ha ammesso il papà di Marco in una lettera a La Stampa in occasione del terzo anniversario della morte del figlio.

Gottardi chiarisce che l’offerta ufficialmente non è mai arrivata mentre prosegue l’inchiesta. "Nulla potrà risarcire la perdita di due ragazzi, ma è importante stabilire la catena delle responsabilità. Non deve essere una giustizia fine a sé stessa, che qualcuno ‘marcisca in galera'. No, voglio che sia fatta giustizia perché un dramma come quello accaduto a mio figlio e alla sua fidanzata Gloria non succeda più” ha sottolineato il padre di Marco, aggiungendo: “La rabbia c'è: quella notte a Londra non ha funzionato nulla, anche nei soccorsi. Dovrebbe farci riflettere su come, per avidità e ricerca di facili profitti, siamo pronti a risparmiare su tutto: anche sulla sicurezza".

“Se c’è una cosa che ancora mi stupisce in negativo è il silenzio delle autorità. Nessun esponente del governo si ricorda di citare questa tragedia: due ragazzi italiani persero la vita con altre 70 persone. Questo silenzio non ha riguardato solo il governo britannico ma anche, e fa più male, quello italiano. Non c' è stato un minimo segnale: le autorità, semplicemente, non ne hanno più parlato. Loro forse hanno dimenticato, per noi è impossibile farlo" ha concluso Giannino Gottardi che per ricordare Marco e Gloria, insieme alla moglie, ha dato vita a una fondazione benefica che si occupa di fornire strumenti didattici alle scuole materne, primarie e secondarie.