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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, minacce social a Sempio e Marco Poggi: “Ho amici mafiosi, vogliono torturarli”. Scattano le denunce

“Io ho 5 amici mafiosi appartenenti alla mafia del Brenta (vicino a casa mia). Mi hanno detto che vorrebbero rapire Sempio e torturarlo così parla”: scattano le denunce dopo gli insulti e le minacce social contro le persone coinvolte in questo filone di indagini sul delitto di Garlasco.
A cura di Giorgia Venturini
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Insulti social fuori controllo in chat o pagine Facebook nate proprio per commentare gli sviluppi delle indagini sul delitto di Garlasco. Nel mirino dei commenti ci sono sia l'attuale indagato Andrea Sempio che la famiglia di Chiara Poggi. Adesso sono scattate diverse querele e denunce. L'avvocato di Marco Poggi, il legale Francesco Compagna, a Fanpage.it ha spiegato che i commenti verso il suo assistito si concentrano soprattutto nel mettere in dubbio la sua presenza in Trentino con i genitori il 13 agosto 2007. Un commento dietro l'altro senza fine.

Sui social si legge: "Ora ditemi se questo Marco Poggi all'epoca dei fatti vi sembra grosso come era nella foto in montagna con il padre sempre dello stesso periodo? Ma questi a chi lo vogliono raccontare? Io penso da sempre che questo triste caso sia colmo di bugie". Oppure: "Continuo a pensare che Marco Poggi sia coinvolto nell'omicidio della povera Chiara e che la famiglia vuole Stasi in galera ed evitare ulteriori indagini per coprire il figlio, avendo già perso una figlia e preso denaro che si troverebbero costretti a restituire farebbero di tutto per aspettare che la pena di Stasi finisca e passi tutto. Che genitori e fratello non vorrebbero arrivare alla verità, vera verità di chi ha ammazzato brutalmente la figlia. (…) La foto della famiglia Poggi in montagna è chiaramente un fotomontaggio".

Insulti, insulti e insulti anche difficili da individuare tutti. La situazione è diventata insostenibile tanto che sono partite querele e denunce da parte degli avvocati. Preoccupa ancora di più leggere online minacce come: "Io ho 5 amici mafiosi appartenenti alla mafia del Brenta (vicino a casa mia). Mi hanno detto che vorrebbero rapire Sempio e torturarlo così parla. Per loro è un gioco da ragazzi farlo (…) non sta tanto simpatico. Poi passano a Marco Poggi". Un commento con tanto di nome e cognome di chi lo ha postato e che è stato già segnalato.

Andrea Sempio a Fanpage.it ha spiegato che sui social c'è chi pubblicamente monitora tutti i suoi spostamenti: "Io abito vicino al Centro Commerciale, Sempio è tornato al lavoro". E ancora: "Per essere più precisa il 23 maggio 2025 stava lavorando al Bennet. Il primo agosto 2025 stava lavorando al Carrefour di Pavia". "Confermo, visto oggi al lavoro".

Ma c'è anche chi sui social si improvvisa investigatore e "svela" cioè che dice di aver "scoperto": "La storia secondo me è chiara. Marco aiutato da Sempio (….)". Si potrebbe andare avanti all'infinito nello scrivere quello che si legge sui social. Si è superato qualsiasi limite, lo si è superato già da un po'. Segno che sui social si è fuori controllo tanto che è stato necessario procedere con le denunce del caso.

Online si legge veramente di tutto: sul sito Subito.it, uno dei principali siti di compra-vendite italiani, poco tempo fa si leggeva un annuncio di chi cercava un ‘reperto' del delitto di Garlasco. "Ricerchiamo scarpa Mr Valentino. Offro 20mila euro a chi la trova entro il 31 luglio 2025": la foto pubblicata non è altro che di un paio di scarpe repertate dal Ris nei giorni successivi al delitto di Chiara Poggi e che si trova nella relazione del Ris del 2007.

La speranza ora è che la Procura proceda il prima possibile con la chiusura delle indagini e decida se chiedere o meno un processo per Andrea Sempio. E che i commenti sui social trovino un freno da parte delle diverse autorità.

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