Garlasco, il generale Garofano parla in tv della cartella “Militare” di Stasi: “Ho visto immagini raccapriccianti”

Si torna sempre a parlare della cartella "Militare" all'interno del pc di Alberto Stasi quando si vuole andare a caccia del movente del delitto di Chiara Poggi. O meglio, cosa ha visto la ragazza dalle 21.59 alle 22.09 la sera prima di essere uccisa e quando è rimasta per quei pochi minuti da sola in casa sua davanti al pc del fidanzato? Tra le ipotesi sul movente c'è anche che lei abbia visto il contenuto di quella cartella, dove il ragazzo custodiva materiale pornografico, facendo scattare una lite tra i due proseguita anche il giorno successivo. Dopo 19 anni però restano due certezze: il movente è sconosciuto e Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva. Da 12 mesi la Procura di Pavia è tornata a indagare sul delitto e su Andrea Sempio. E quando si torna a parlare del femminicidio Poggi si torna a discutere anche del movente.
Nel fascicolo degli inquirenti ci sono le recenti consulenze informatiche dei tecnici della famiglia Poggi e della difesa di Alberto Stasi, oltre quella chiesta dalla Procura. Secondo la difesa del condannato, la cartella "Militare" è stata aperta in quei minuti dal sistema operativo: "Chiara Poggi, tra le 21.59 e le 22.09 del 12.08.2007, proprio mentre Stasi si allontanava per ricoverare il cane, ha effettivamente modificato il testo della tesi del fidanzato, con accrescimento del medesimo, a conferma del rapporto disteso e sereno sempre intercorso tra i due anche la sera prima dell'omicidio". Per la difesa Poggi, invece, "Chiara aveva fatto accesso proprio alla cartella del pc di Stasi in cui erano stati catalogati – per genere – i numerosi file pornografici già esaminati all'epoca". Non resta che attendere cosa ha svelato la consulenza della Procura di Pavia. È doveroso chiarire comunque che anche se Chiara Poggi avesse visto in quei minuti il contenuto della cartella "Militare" non è detto che sia stato il movente dell'omicidio.
Resta il fatto che di questa cartella "Militare" se ne continuerà a parlare. Nella serata di ieri 30 marzo nel programma tv Lo Stato della Cose condotto da Massimo Giletti c'è stato un botta e risposta a riguardo tra l'ex generale ed ex consulente della difesa Sempio, Luciano Garofano, e l'avvocato della difesa di Alberto Stasi Antonio De Rensis. L'ex generale spiega: "Io posso dire di aver visto quello che è stato sviluppato dalla difesa della famiglia Poggi. Ogni tanto qualcuno sottolinea che erano immagini di normale pornografia ma credo che qualcuno non abbia visto tutto. Quello che ho visto io, attraverso il lavoro Poggi, si tratta di immagini molto raccapriccianti. Vedere un'orgia tra più persone, riportandola nel 2007, non potrebbe aver sconvolto la ragazza? C'erano tante immagini che potevano sconvolgere Chiara Poggi. Seppure fosse abituata a immagini sul loro rapporto, vedeva altre cose che erano orrende".
De Rensis risponde al generale: "Con grande imbarazzo, rispondo che ho registrato queste sue affermazioni. Verrà un giorno in cui io gliele ricorderò sillaba dopo sillaba perché lei ha detto cose fuori dalla realtà. Si è permesso di fare un'introspezione psicologica senza alcuna capacità".
Ma in tutto questo cosa dice la sentenza con cui i giudici della Corte d'Assise d'Appello hanno condannato Alberto Stasi riguardo al movente? Ecco: "Anche se al proposito sono state formulate plurime ipotesi, il movente dell'omicidio non è stato individuato. Nel presente procedimento è stata acquisita la sentenza di annullamento senza rinvio in cui la Cassazione ha annullato perché il fatto non sussiste la condanna di Stasi per il reato di detenzione di materiale pedopornografico (…), reato, astrattamente individuabile, nelle sue implicazioni, come una possibile "causa" del delitto. Sicuramente invece Alberto Stasi deteneva consapevolmente nel suo computer migliaia di immagini di contenuto pornografico, tutte da lui catalogate e classificate in cartelle diversamente denominate. (…) è poi emerso che tutti i giorni Stasi visionava immagini pornografiche, secondo un copione piuttosto ripetitivo: anche tali abitudini avrebbero potuto suscitare domande, o provocare discussioni, anche con una fidanzata di larghe vedute".