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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, la mamma allontanata dalla struttura di Vasto: non può stare coi figli, separati anche i bambini

I bimbi della famiglia del bosco verranno trasferiti in strutture diverse dalla casa famiglia di Vasto, e così anche la madre. Poche ore prima delle perizie sui bambini è arrivata l’ordinanza del Tribunale dell’Aquila.
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I bimbi della famiglia del bosco verranno trasferiti in strutture diverse dalla casa famiglia di Vasto, e così anche la madre. La decisione arriva dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila che ha accolto la richiesta della casa famiglia di spostare i bambini e la madre che viveva con loro e poteva vederli a orari prestabiliti, in una struttura diversa. Una decisione che potrebbe allungare ulteriormente i tempi del ricongiungimento e alla quale il team difensivo dei genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, si era opposto

I bimbi vivevano lì insieme al genitore – che però poteva vederli sono in orari predefiniti durante il giorno – ma le tensioni con le assistenti sociali erano tali da aver portato la comunità a chiedere l'allontanamento. Oggi il Tribunale ha accolto la richiesta e ha disposto che i tre bambini – una femmina di 8 anni e due gemelli di 6 – vengano separati tra loro. Lo conferma l'avvocato della famiglia, Marco Femminella, prima di entrare nella casa famiglia dove oggi si terrà la perizia psicologica sui bambini. "Probabilmente questa consulenza non andava bene come stava andando, così l'abbiamo interrotta", ha detto il legale ai cronisti poco prima di entrare nella comunità di Vasto.

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I legali di Birmingham e Trevallion si erano opposti alla richiesta di trasferimento, come aveva spiegato a Fanpage.it lo psichiatra e consulente della difesa Tonino Cantelmi, secondo il quale spostare i bambini sarebbe stato disastroso per la loro tenuta psicologica, già fortemente compromessa.

Per l'altra legale del team difensivo, Danila Solina, questa scelta è gravemente pregiudizievole per i bimbi: "Equilibrio psichico messo a rischio da soggetti istituzionali deputati alla tutela".

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Secondo una precedente perizia redatta dagli esperti dell'Asl di Vasto, i bambini mostravano già uno stato di grande sofferenza a causa dell'assenza dei genitori che per lungo tempo sono stati tutto il loro mondo. L'ordinanza che dispone l'allontanamento della famiglia dalla struttura di Vasto è arrivata, inoltre, poco prima dell'avvio di uno degli accertamenti più importanti nel procedimento avviato dal Tribunale allo scopo di accertare la capacità genitoriale dei coniugi anglo-australiani.

La famiglia si era trasferita nel bosco di Palmoli nel 2021, in un casolare con bagno a secco e privo di acqua corrente. Qui i bimbi frequentavano le lezioni con la madre che seguiva un'istruzione parentale di tipo steineriano che privilegia la creatività rispetto alle competenza di scrittura e lettura. Come accertato dai servizi sociali nel settembre 2024, quando tutta la famigliola è finita in pronto soccorso per un'intossicazione da funghi, facendo scattare i controlli, i piccoli non sapevano scrivere e non conoscevano l'Italiano.

I ragione della scarsa socializzazione con i coetanei e delle condizioni di vita nel casolare, il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e deciso il trasferimento dei bimbi nella casa famiglia di Vasto. La tensione tra la madre e i servizi sociali però in questi mesi è cresciuta in maniera esponenziale, fino alla richiesta della struttura di spostare i bimbi, e con loro anche Catherine.

Oggi il Tribunale è andato oltre. Disponendo non solo l'allontanamento, ma anche la separazione di tutti i componenti. I bambini verranno separati dalla madre e tra loro.

La scelta "terrorizza" i periti di parte, tra cui Marina Aiello, una delle psicologhe insieme a Cantelmi fa parte del team difensivo: "Non ho ancora parlato con i genitori – ha detto entrando nella struttura protetta – siamo qui per fare il colloquio e vedere i bambini. Mi auguro di poterlo fare, questa è la mia speranza. Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un'escalation di gravità enorme e assurda".

La garante dell'Infanzia contro il trasferimento senza la madre: "Voglio incontrare i bimbi"

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni: "Qualche settimana fa una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti aveva già segnalato lo stato di disagio e sofferenza dei minori e indicato come fosse ‘indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini’. Auspicio scientificamente fondato che non ha invece trovato alcun ascolto. Ci si starebbe anzi muovendo in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre”.

“In nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore – che è e deve restare sempre e saldamente al centro di questi provvedimenti – auspico un ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato. Approfondimento atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame”, conclude Terragni.

La Garante ha chiesto quindi di incontrare i bambini alla presenza di consulenti indipendenti. Le richieste di incontro sono state indirizzate, oltre che al presidente del Tribunale per i minorenni, anche alla Procura presso lo stesso tribunale, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dell’Aquila e alla tutrice.

Lega: "Chiederemo ispezione a Ministro Giustizia"

Si registrano anche le prime reazioni politiche. La Lega, sul social X, critica la decisione del Tribunale: "Una famiglia divisa e distrutta per cattiveria e arroganza. Chiederemo ispezione urgente del ministero della Giustizia".

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