video suggerito
video suggerito
Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, Garante per l’Infanzia: “Bimbi in stato di sofferenza lontani dai genitori”

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, ha auspicato il ricongiungimento dei tre bambini cresciuti nei boschi di Chieti con i genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.
A cura di Gabriella Mazzeo
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Secondo l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, i tre minori portati in casa famiglia e cresciuti nei boschi di Chieti sarebbero in una situazione di costante ansia dopo la separazione dai genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. In una lettera diffusa dalla madre dei tre minori si fa accenno alla situazione di ansia dei piccoli: Terragni ha espresso viva preoccupazione per i fratellini, definiti sofferenti con disturbi del sonno e del comportamento. "Sono entrati in struttura in buone condizioni psicofisiche e rischiano di uscirne in una situazione peggiore, irreparabilmente segnati dalle conseguenze del trauma della separazione" ha spiegato la Garante.

"La salute e il benessere dei minori sono e devono restare in tutti i casi l'assoluta priorità in tutti i procedimenti che li riguardinoha continuato – obiettivo che non va mai secondarizzato e perso di vista". Secondo la Garante una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti aveva gà segnalato lo stato di disagio dei bimbi, indicando come fosse indispensabile favorire e ripristinare il contesto familiare.

La Garante per l'Infanzia ha nuovamente chiesto che i tre fratellini possano ricongiungersi ai familiari, sottolineando che si tratta di una questione di salute.  "Le loro condizioni vanno attentamente monitorate – ha spiegato la Garante – e che in tempi ragionevoli sia possibile la restituzione dei bimbi ai genitori".

Nella lettera, la madre dei 3 minori sottolineava che i minori sono in una situazione di ansia "da quasi 3 mesi" e aveva attribuito la colpa dello stato d'animo dei bambini alla tutrice e alla curatrice della casa famiglia.

"Sono costretta a vederli rompere le cose, farsi male e farsi del male a vicenda. Qualsiasi capacità di comprensione psicologica vi darebbe la preoccupante consapevolezza del trauma, della depressione che questi bambini manifestano dal primo giorno.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views