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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, Garante dei minori contro allontanamento della madre: “Inimmaginabile, trauma per i bimbi”

“Non è immaginabile, qualunque sia l’atteggiamento della signora, che ai tre minori si possa infliggere un ulteriore trauma” ha avvertito la Garante per l’infanzia. Intanto Catherine Birmingham rimane in casa famiglia dove si sta cercando di trovare una soluzione ai tanti problemi a cominciare dall’istruzione dei piccoli.
A cura di Antonio Palma
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Il possibile allontanamento di Catherine Birmingham dalla casa famiglia dove vivono anche i tre figli dopo la sospensione dalla responsabilità genitoriale, sarebbe solo un altro trauma per i piccoli già sottoposti a uno stress emotivo rilevante. È quanto sottolinea la Garante per l'infanzia e l'adolescenza Marina Terragni dopo le voci sui nuovi possibili sviluppi del caso della famiglia nel bosco.

Una ipotesi che l’Autorità garante per l’infanzia contesta fortemente proprio per i suoi effetti sui minori, due gemelli di sei anni e una bimba di otto anni che già hanno dovuto subire l'allontanamento dalla propria casa e soprattutto dal padre che può vederli solo un’ora al giorno e sotto stretto controllo. Nella casa famiglia di Vasto i piccoli son finiti nel novembre scorso in seguito all'ordinanza del Tribunale dei minori dell'Aquila ma nella stessa struttura c’è la mamma che dorme in zona separata ma può vederli spesso.

Le regole della struttura e i contrasti tra la donna e gli educatori con continue trattative avrebbero creato tensioni ed esasperato gli animi nell’ultimo periodo fino all’ipotesi dell’allontanamento della donna che però dovrebbe essere disposto solo dal giudice con altro provvedimento e che quindi per ora appare improbabile. “È chiaro che lei è molto rigida nelle sue posizioni, vede dei cambiamenti anche nei bambini. Ma l'educazione la decide la struttura in base alle regole" aveva spiegato nei giorni scorsi la tutrice che segue i bimbi.

"L'allontanamento della madre sarebbe disposto per la ragione che – secondo quanto dichiarato in tv dalla tutrice dei minori e condiviso dai responsabili della casa famiglia – la signora Birmingham si comporterebbe in modo rigido e non collaborativo. Deve certamente trattarsi di un fraintendimento: non è infatti immaginabile, qualunque sia l'atteggiamento della signora, che ai tre minori si possa infliggere un ulteriore trauma dopo quello del prelevamento dalla loro casa nel novembre scorso", ha spiegato però la Garante all’Agenzia Nova.

"Il trauma della separazione dalla famiglia, potenzialmente iatrogeno, è un atto giustificabile solo in via eccezionale, ovvero quando i rischi della permanenza in famiglia superino in modo indiscutibile quelli connessi al trauma da separazione, indiscutibilità che in questo come in molti altri casi resta tutta da valutare” ha sottolineato ancora  Terragni, aggiungendo: “Un nuovo trauma, che oltre ogni ragionevole dubbio si produrrebbe con l'allontanamento della mamma, potrebbe comportare conseguenze per la salute psicologica ed emotiva dei bambini il cui superiore interesse è e deve restare saldamente al centro di ogni iniziativa che li riguardi".

Al momento comunque Catherine Birmingham rimane in casa famiglia dove si sta cercando di trovare una soluzione ai tanti problemi emersi finora a cominciare dall’istruzione dei piccoli. Per i bambini ad esempio sarebbe stata trovata finalmente una maestra in pensione che avrebbe accettato di raggiungere i bimbi in casa famiglia come chiede la madre. Quello che tutti chiedono però è che per il bene dei bimbi ogni decisione venga presa in maniera più rapida e senza troppa burocrazia.

“La tempistica dei procedimenti giudiziari purtroppo mal si adatta ai ritmi evolutivi di un minorenne” avverte Terragni, auspicando ad esempio che la “valutazione psicodiagnostica disposta dal tribunale si svolga in tempi più rapidi di quelli preventivati, essendo a quanto pare esclusa la possibilità che nell’attesa i bambini possano ricongiungersi ai loro genitori”.

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