Famiglia nel bosco, arriva la sorella di Catherine: i bambini potrebbero tornare in Australia

La sorella di Catherine Birmingham sta arrivando dall'Australia per dare supporto a quella che è diventata nota come la "famiglia del bosco". A distanza di ormai quasi quattro mesi da quando i tre figli di Catherine e Nathan Trevallion sono stati affidati dal Tribunale per i minori dell'Aquila alla casa famiglia di Vasto, i familiari hanno deciso di stringersi intorno alla coppia anglo-australiana.
È possibile che la sorella di Catherine possa inserirsi in questo contesto per dare la propria versione per supportare la scelta educativa. La sua presenza potrebbe essere motivata dalla volontà di presentare una richiesta al Tribunale per i minorenni per far rientrare i bambini in Australia dai nonni, almeno per un periodo.
La donna, di professione psicologa, potrebbe anche avere intenzione di fare sentire la propria voce circa l'educazione dei tre nipotini, una bambina di 8 anni e due gemelli di 6. Il suo arrivo in questo frangente non sarebbe casuale: da poco infatti ha preso il via la perizia psichiatrica richiesta dai giudici per accertare la capacità genitoriale di Catherine e Nathan.
Al termine di una serie di colloqui, l'esperta incaricata del Tribunale, Simona Ceccoli, dovrà scrivere la perizia con la quale si deciderà il futuro della famiglia arrivata in Abruzzo per vivere immersa nella natura del bosco di Palmoli, a Chieti. Ad accompagnarli in questo percorso lungo almeno 120 giorni, ai quali si aggiunge un mese per la stesura della perizia, è il consulente nominato dalla difesa dei Trevallion, lo psichiatra Tonino Cantelmi.
Durante il primo incontro hanno tenuto banco il tema della salute e soprattutto quello dell'istruzione. Se sul piano sanitario i genitori si sono dimostrati aperti, accettando di completare i cicli vaccinali dei piccoli, il discorso è diverso sul fronte scuola: il nodo centrale che avrebbe portato all'allontanamento.
I piccoli infatti, facevano homeschooling con i genitori, e sarebbero stati trovati carenti dal punto di vista delle competenze. Secondo gli assistenti sociali, non sarebbero in grado di leggere, scrivere e comunicare in italiano nonostante vivano nel paese da dopo il Covid. Inoltre, avrebbero avuto anche una scarsa socialità con i coetanei. Aspetti che hanno portato il Tribunale a scegliere di destinare i tre bambini alla casa famiglia di Vasto dove risiede anche la madre, che però può vederli una volta al giorno, mentre il padre può andare trovarli quattro volte alla settimana.
Le carenze, almeno dal punto di vista dell'istruzione, sono state motivate dal consulente Cantelmi a Fanpage.it con il tipo di approccio educativo seguito da Catherine, noto come scuola parentale steineriana che antepone i processi creativi e manipolativi del materiale a quelli di lettura e scrittura.