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Famiglia che vive nel bosco

Famiglia nel bosco, accuse alla psicologa dei test: “Sui social criticava i genitori e ora li deve valutare”

Bufera sulla psicologa che assiste la perita nominata dal tribunale di valutare le capacità genitoriali di Nathan Trevallion e Cate Birmingham. Secondo i consulenti della famiglia nel bosco, la professionista si sarebbe lasciata andare a commenti negativi sulla coppia e poi avrebbe accettato l’incarico di valutarla.
A cura di Antonio Palma
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Nuovo scontro tra periti nominati dal tribunale e difesa e consulenti della cosiddetta famiglia nel bosco. Al centro della nuova disputa la giovane psicologa che sta conducendo i test sulla coppia in qualità di  assistente della collega Simona Ceccoli, nominata dal tribunale per valutare le capacità genitoriali di Nathan Trevallion e Cate Birmingham. Secondo il professor Tonino Cantelmi, lo psichiatra consulente dello studio legale che sta seguendo la coppia, la psicologa in passato si era lasciata andare sui social a commenti proprio contro i due genitori che ora è chiamata a valutare.

“La Consulente tecnica ha affidato la scelta dei test a una giovane psicologa, iscritta all’albo solo da poco più di tre anni e le cui competenze reali saranno tutte da valutare, in passato ha condiviso su Facebook dichiarazioni pubbliche gravissime contro la famiglia del bosco e poi ha accettato di essere colei che deve valutarla attraverso i test" ha spiegato a Repubblica Cantelmi sostenendo si tratti di un grave errore deontologico.

"Abbiamo lealmente offerto collaborazione su questo tema, ma la giovane testista non sembra voler accettare il nostro aiuto e propone test obsoleti e troppo discrezionali" ha aggiunto il consulente di parte ipotizzando addirittura la ricusazione della dottoressa Ceccoli, titolare della perizia ordinata dei Giudici.

La psicologa presa di mira però non ci sta e dal suo canto ha replicato: "Quanto detto qualifica il signor Cantelmi e non me. Per me parla il curriculum. E se le mie competenze sono da valutare, le sue sono già valutabili da un punto di vista deontologico”.

"La giovane testista ha dichiarato che, per lei, parla il curriculum. Gliene diamo atto, è iscritta all'Albo degli Psicologi da poco più di 3 anni. Per operare con i minori sarebbero richiesti almeno cinque anni di esperienza professionale documentata o docenza universitaria. A questo punto, vorrei verificare se anche il curriculum della Ctu soddisfa questi requisiti" e la controreplica di Cantelmi che annuncia opposizione nel caso anche i piccoli vengano sottoposti ai test.

Su caso è intervenuta anche la garante per l'infanzia e l'adolescenza della regione Abruzzo. "Una psicologa che abbia già manifestato posizioni pregiudiziali non può essere considerata imparziale. Sarebbe un fatto di estrema gravità", afferma De Febis, aggiungendo: "Non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità di chi è chiamato a svolgere funzioni tecniche".

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