Diecimila persone muoiono ogni anno in ospedale a causa delle infezioni da batteri resistenti. Un focus sull’evoluzione della diagnostica nelle infezioni ospedaliere e sui nuovi approcci interpretativi dell’antibiogramma sarà  protagonista del congresso nazionale dell'Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli) che inizierà domani a Rimini. "L’esperienza quotidiana pone i medici e tutto il personale sanitario innanzi a sfide diagnostiche e terapeutiche sempre più complesse. Per questo occorre non solo monitorare l’evoluzione degli agenti infettivi ma, soprattutto, conoscere nel loro insieme il genoma, i suoi prodotti e i relativi meccanismi metabolici al fine di individuarne la presenza nel paziente, fino dalle fasi più acute dell’infezione e malattia, e mettere a punto strategie di contrasto sempre più efficaci", spiega Pierangelo Clerici, presidente Amcli e direttore dell'Unità operativa di Microbiologia dell'Asst Ovest milanese.

L’evoluzione della medicina e le nuove tecniche terapeutiche che si stanno sviluppando costituiscono occasione di studio per fermare o limitare l’azione che virus, batteri, parassiti e funghi possano avere sul decorso della malattia dei pazienti. "È il caso del monitoraggio dell’infezione da cytomegalovirus nei pazienti trapiantati di cellule staminali emopoietiche nell’era dei nuovi farmaci. Infatti, la quasi totalità dei pazienti trapiantati sviluppa un’infezione da cytomegalovirus che nel 30-50% dei casi in assenza di strategie di prevenzione, ha ripercussione clinica di varia entità minacciando fortemente la sopravvivenza dei pazienti", aggiunge l'Amcli.

Clerici aggiunge: "L’impegno che come associazione abbiamo profuso nel proporre alle istituzioni una riorganizzazione della struttura territoriale dei laboratori conferma il ruolo che crediamo debba avere il laboratorio di Microbiologia nella moderna medicina. Crediamo fortemente che l’innovazione tecnologica in continua evoluzione e la diagnostica avanzata permettano al sistema sanitario nazionale di conseguire un ritorno sia in termini di qualità del trattamento curativo erogato sia di sostenibilità economica".