Peter Neumair e Laura Perselli uccisi a Bolzano
28 Ottobre 2021
18:24

Delitto Bolzano, la Cassazione contro il rilascio per Benno Numair: “Concreto pericolo di fuga”

I giudici della prima sezione penale della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli avvocati di Benno Neumair per la revoca di custodia cautelare in carcere. Secondo i giudici, infatti, per il 30enne che ha ucciso i genitori Peter Neumair e Laura Perselli vi sarebbe il concreto pericolo di fuga.
A cura di Gabriella Mazzeo
Benno (foto Facebook)
Benno (foto Facebook)
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Peter Neumair e Laura Perselli uccisi a Bolzano

Avrebbe potuto scappare subito dopo il rilascio dal carcere. Per questo motivo i giudici della prima sezione penale della Cassazione hanno deciso di dichiarare inammissibile il ricorso ripresentato dagli avvocati di Benno Neumair, il 30enne che ha ucciso e poi occultato il cadavere dei genitori Peter Neumair e Laura Perselli. La scomparsa dei due coniugi era stata denunciata lo scorso 4 gennaio dalla sorella del ragazzo, Madé Neumair. Benno aveva detto alle forze dell'ordine di essere stato fuori casa quella sera per dormire da un'amica. Secondo il racconto della ragazza, però, i vestiti che Benno indossava quella sera erano sporchi di sangue e lui si era presentato con almeno un'ora di ritardo. Solo con il ritrovamento dei corpi gli inquirenti hanno iniziato a sospettare del figlio Benno.

Il giovane ha chiarito davanti agli agenti di aver agito contro il padre dopo un litigio dovuto al denaro. Secondo Benno, infatti, il genitore lo faceva sentire colpevole di non contribuire all'economia della casa e gli aveva chiesto di spendere più soldi per l'economia. Un modo per incentivarlo a lasciare l'abitazione dei genitori. Dopo l'ennesima discussione, Benno ha strangolato il padre con una corda. Laura invece è stata uccisa in un secondo momento, quando è rientrata a casa. Il figlio 30enne l'avrebbe aggredita alle spalle con lo scopo di eliminare l'unica testimone di quanto successo. Con i due corpi, aveva intenzione di far perdere le tracce anche dei cellulari.

"Le esperienze di permanenza all'estero in Germania, a Granada, in Psagna e Insbruck per così tanti anni e in così tanti Paesi – spiegano i giudici della prima sezione – hanno portato il giudice per le indagini preliminari a ritenere che l'indagato Benno Neumair avesse acquisito facilità di movimento e adattamento oltre che di organizzazione della propria vita lontano dal luogo di residenza. Sono tutti aspetti della personalità che ben si conciliano con l'ideazione di una possibile fuga".

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