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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans Montana, i feriti italiani sono tutti fuori pericolo, l’annuncio: “Un terzo già dimesso”

Nell’ospedale milanese dove erano stati trasferiti i feriti italiani della strage di Crans-Montana rimangono ricoverati solo i casi più gravi ma tutti sono usciti dalla terapia intensiva. La prognosi resta riservata ma solo per precauzione.
A cura di Antonio Palma
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Il luogo dove è avvenuta la strage di capodanno a Crans Montana
Il luogo dove è avvenuta la strage di capodanno a Crans Montana
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Sono tutti fuori pericolo di vita i feriti italiani del rogo di Crans-Montana che erano ricoverati al Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. L’annuncio è arrivato oggi dalla Regione Lombardia dove erano stati trasferiti i nostri connazionali coinvolti nella strage di capodanno costata la vita a 41 persone, in gran parte giovanissimi che partecipavano alla serata nel locale Le Constellation.

Come ha spiegato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, i ricoverati a Milano sono tutti "fuori imminente pericolo di vita" e quelli che al Niguarda erano in terapia intensiva sono stati trasferiti nel reparto grandi ustioni. “La prognosi non è ancora stata completamente sciolta, ma lo facciamo solo per prudenza perché con questo tipo di patologie, soprattutto i grandi ustionati, possono sempre avere delle ricadute e dei problemi di carattere infettivo, che ovviamente speriamo non debbano avere, ma dobbiamo fare attenzione” ha spiegato.

“Diciamo che un terzo dei pazienti che avevamo ricoverato nei primi giorni di gennaio sono stati dimessi" ha detto Bertolaso, spiegando che anche il giovane ricoverato al Policlinico di Milano "è in uscita" sempre dalla terapia intensiva e "in questa settimana torna al centro grande gestioni del Niguarda, anche perché sta migliorando sensibilmente”. Per molti di loro il percorso sarà ancora lungo per ristabilirsi completamente ma tutti sono sulla strada giusta.

Nelle scorse ore dall'ospedale milanese dimessa anche la signora italo-svizzera di 55 anni che è tornata in Svizzera in buone condizioni anche se si dovrà sottoporre a cure riabilitative. “È tornata a Ginevra, però ha detto che tutte le medicazioni verrà a farle qui a Milano. È tornata a casa, però ovviamente deve fare tutta una serie di medicazioni periodiche, deve anche fare riabilitazione, quindi tutto questo genere di attività le farà facendo avanti e indietro fra Ginevra e Milano” ha rivelato lo stesso Bertolaso a margine della seduta del Consiglio regionale, aggiungendo: “È un segnale di gratitudine e rispetto di quelli che sono i servizi che le abbiamo garantito".

Nei giorni corsi era stata dimessa anche la 29enne riminese che è già tornata a casa in Emilia-Romagna e anche lei ha espresso il desiderio di tornare dai medici che si sono presi cura di lei per i controlli periodici.

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