Cos’è questa storia del biglietto sulla tomba di Chiara Poggi, intercettati madre e avvocato: “L’ha uccisa Marco”

Nei giorni successivi all'omicidio di Chiara Poggi, la famiglia ha dovuto fare i conti con lettere anonime e atti vandalici. Un orrore che non aveva fine. Nell'ottobre del 2007 sulla tomba di Chiara Poggi era stato trovato dalla madre un biglietto che lei ha spiegato così al suo avvocato Gian Luigi Tizzoni in una conversazione intercettata: "È un foglietto a quadretti, scritto in stampatello. C’era scritto che a uccidere Chiara è stato Marco". Il legale nella conversazione ha chiesto se secondo la donna il misterioso autore si riferisse a Marco Panzarasa, ovvero l'amico di Alberto Stasi che non è mai stato indagato perché il giorno dell'omicidio si trovava a Loano. E lei: "Non lo so, non dice il cognome, ma adesso sto tremando".
Si trattata di un biglietto anonimo che aveva messo nero su bianco il nome (senza il cognome) dell'assassino di Chiara Poggi in un periodo in cui non era neanche iniziato il processo per Alberto Stasi. Quel "Marco" scritto sul biglietto per l'avvocato, e per ipotesi, si riferiva all'amico di Stasi ma non lo scoprirono mai. Non si riuscì a risalire mai all'autore del simile gesto. Certo è che quel biglietto lasciato sulla tomba della vittima non era considerato importante per investigatori e inquirenti. Alla fine per una sentenza in via definitiva il colpevole del delitto ha il nome di Alberto Stasi.
Quel biglietto lasciato nel cimitero non fu però l'unico. Il 22 agosto 2007 – quindi dopo 9 giorni dal delitto – nella casa di Garlasco era arrivata una lettera non firmata e indirizzata al padre della vittima, Giuseppe Poggi: risultava affrancata con francobollo adesivo di posta prioritaria. La analizzarono i carabinieri del Ris che nella loro relazione spiegarono: "Comunque è stato effettuato il test sul francobollo e sul lembo aperto della busta che ha fornito esito negativo. Nessun prelievo effettuato". Cosa c'era scritto su questa lettera? "Scemo (h)ai visto chi è stato a uccidere tua figlia altro che non c'entra niente dovevi guardarlo bene negli occhi che uomo di merda sei è un assassino/sei rimbambito".
E ancora: oltre a questi due biglietti anonimi, la famiglia fu vittima di un atto vandalico nella cappella funeraria. Gesti che hanno solo complicato i momenti difficili che stava vivendo la famiglia. Ma allora quali furono gli accertamenti su quanto accaduto?

"La lettera anonima l'ha acquisita e analizzata il RIS ma non aveva attinenza effettiva con il delitto. Ossia non riportava elementi conoscitivi di rilievo o importanti in relazione ai fatti accaduti. Ancora meno significativo il biglietto sulla tomba", spiega a Fanpage.it il consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra. Come confermato anche dall'avvocato Tizzoni, non si risalì mai a chi scrisse questi due biglietti. Si aprì un processo invece per chi commise gli atti vandalici nella cappella funeraria.
Oggi la famiglia Poggi è costretta a seguire ancora una volta una nuova apertura delle indagini sull'omicidio di Chiara. "Ogni tanto decidiamo di stare in silenzio, anche se a volte…", aveva detto Giuseppe Poggi lo scorso 15 agosto a La Provincia Pavese al termine di una messa in ricordo della figlia. Intanto in questi giorni si attende la deposizione della relazione della dottoressa Cristina Cattaneo per procedere poi da parte della Procura di Pavia con la chiusura delle indagini su Andrea Sempio e la richiesta al giudice per le indagini preliminari di un'archiviazione o di un rinvio a giudizio.