L'epidemia di coronavirus in Italia è tornata a correre a un ritmo preoccupante e i contagi sono in aumento in tutto il paese. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa che si è tenuta quest'oggi per fare il punto della situazione nel pieno della seconda ondata. Il professor Gianni Rezza direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, ha spiegato che l'incremento dei casi è in aumento nelle ultime due-tre settimane, anche se le terapie intensive sono ancora sotto il livello di guardia. "Abbiamo un trend dell'epidemia in aumento, è stato più marcato nelle ultime due-tre settimane, abbiamo un numero di decessi relativamente limitato così come l'occupazione delle terapie intensive che è al di sotto del livello di guardia. Tutto ciò implica la necessità di adeguati interventi".

Rezza ha spiegato che i casi raddoppiano ogni settimana e che di conseguenza è indispensabile adottare comportamenti adeguati per contenere il più possibile i nuovi contagi. "Abbiamo una epidemia generalizza, non come a marzo con casi concentrati ma sono distribuiti in tutto il Paese e si dà più tempo al sistema di reagire. Se guardiamo il dato però c'è un raddoppio dei casi ogni settimana". "Oggi – ha aggiunto – sono stati riportati 221 decessi. Se calcolassimo però il tasso di letalità sarebbe basso, in un primo momento c'è stato un aumento dell'Rt e del numero casi, dopo vediamo aumentare i ricoveri soprattutto in terapia intensiva. Poi ultimo elemento ad aumentare sono i decessi".

Brusaferro: "Rapida diffusione dell'epidemia in Europa"

Alla conferenza stampa ha preso parte anche il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro: "Dalle mappe che l'agenzia europea per il controllo delle malattie produce si vede un quadro dove l'epidemia corre significativamente in molti paesi che ci sono vicini. Si tratta di una situazione con una rapida diffusione in tutta Europa". Il numero uno dell'ISS ha spiegato che "oggi ci troviamo in una situazione diversa da marzo, noi eravamo i primi a sperimentare la pandemia, oggi altri paesi fanno da battistrada e noi li osserviamo con grande attenzione. Perché a marzo altri hanno imparato dalla nostra esperienza, noi oggi possiamo capire dove potrebbe andare l'epidemia se non adottiamo determinate misure".