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Condannati i truffatori dei lingotti d’oro ma la sentenza fa discutere: “Non è certo il risarcimento alle vittime”

Arriva la sentenza di patteggiamento per i cinque imputati legati alla Global group consulting Spa, ovvero la società di consulenza al centro la truffa sui lingotti d’oro. I legali dei truffati: “Le vittime sicuramente non avranno il risarcimento che speravano di ottenere”.
A cura di Giorgia Venturini
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Oggi 5 febbraio è arrivata la sentenza nei confronti dei cinque imputati legati alla Global group consulting Spa, ovvero la società di consulenza con sede a Milano e con al centro la truffa sui lingotti d'oro. Giorgio Maria Marone, Moreno Alestra, Valerio Tirelli, Nicola Meneghetti e Giovanna Piera Deledda hanno patteggiato e ora dovranno scontare una pena rispettivamente di 3 anni e 10 mesi di reclusione, 3 anni e 2 mesi, 3 anni e 3 mesi, 3 anni e 6 mesi e 2 anni e 6 mesi. Ognuno sarà costretto a pagare una sanzione pecuniaria. Soldi che però non andranno alle oltre 3mila vittime. Ecco perché agli avvocati difensori questa sentenza non convince. Facciamo un passo indietro, cosa era emerso dalle indagini?

Stando a quanto emerso dalle indagini gli indagati convincevano le loro vittime a investire i loro risparmi acquistando lingotti d'oro promettendo in cambio un tasso di remunerazione fisso del 4 per cento mensile (48 per cento annuo), derivante da presunti investimenti nel settore farmaceutico. Investimenti in realtà mai effettuati. I risparmiatori erano a loro volta avvicinati da amici o parenti, anche loro clienti della Global group consulting Spa e quindi nella maggior parte anche loro vittime.

Il sospetto di una truffa è scattato quando una delle vittime ha chiesto (come previsto dal contratto) indietro i soldi che però non ha più visto. In poco tempo dalla società è arrivato solo silenzio. Quindi le prime denunce che con il passare del tempo sono aumentate sempre di più. Infine per i cinque imputati si sono aperte le porte del Tribunale, mentre Samuel Gatto e la moglie Stefania Gallenti avevano tentato la latitanza. Quest'ultimi erano stati definiti dagli inquirenti i registi della truffa. Per loro inizierà un altro processo. Ma perché la sentenza di oggi non ha convinto gli avvocati difensori?

Fanpage.it ha sentito l'avvocato Cristiano Cominotto e l'avvocata Sonia Predieri che stanno assistendo centinaia di risparmiatori danneggiati. Spiegano così quello che è stato deciso dal giudice: "Il patteggiamento non ha previsto un risarcimento per le vittime, ma solo una sanzione pecuniaria. Ci saremo aspettati almeno un risarcimento parziale per le vittime. E invece nulla. Non solo, in precedenza era stato disposto un sequestro conservativo che adesso è stato convertito in confisca: questo potrebbe in qualche modo arrivare a danneggiare anche i diritti delle persone lese. Questo naturalmente è una cosa che noi dobbiamo ancora verificare, però, la confisca non è detto che garantisca gli interessi dei danneggiati come il sequestro conservativo".

E ancora: "Sono state anche liquidate delle spese legali agli avvocati al di sotto dei parametri di legge. Non significa paradossalmente che veniamo danneggiati noi perché molti hanno già ottenuto i soldi. Non è un interesse personale. Però si tratta di un problema di risarcimento delle vittime che a loro volta si trovano ad aver anticipato delle spese che poi magari non gli verranno rimborsate o non gli verranno rimborsate come si aspettano".

La confisca prevista è di 22 milioni, tra immobili, conti correnti e altro a carico degli imputati. Ma "noi effettivamente non sappiamo se questi milioni ci siano oppure no. I beni dovranno essere liquidati e non è detto che il denaro dell'immobile venduto andrà alle vittime. Si parla di una cifra che noi obiettivamente non siamo in grado di confermare dal punto di vista della liquidazione". Gli avvocati tengono anche a chiarire: "Le vittime sicuramente non avranno il risarcimento nei termini che sperano di ricevere".

Al momento rimane aperto il procedimento nei confronti di Samuel Gatto e la moglie Stefania Gallenti. Da questo processo si potrà sperare in un giusto risarcimento per le vittime? Staremo a vedere. Resta il fatto ora che le sanzioni pecuniarie previste dalla sentenza di oggi 5 febbraio sono state tra i 2mila e i 6mila euro. E questi soldi non sono per i risparmiatori truffati.

I legali concludono così: "Dobbiamo constatare con rammarico la mancanza di una concreta valorizzazione della posizione dei danneggiati, per i quali non è stato previsto, in questa sede, alcun ristoro economico immediato. L’attività difensiva proseguirà con assoluto rigore nei confronti dei soggetti le cui posizioni risultano tuttora pendenti, con particolare riferimento ai coniugi Samuel Gatto e Stefania Gallenti, allo stato latitanti. Resta ferma la nostra determinazione nel perseguire ogni strada esperibile affinché ai nostri assistiti venga garantito il pieno riconoscimento dei propri diritti e un effettivo risarcimento per i danni subiti".

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