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Famiglia che vive nel bosco

Come è fatta la casa dove andrà a vivere la famiglia nel bosco di Palmoli: “Resteranno qui per due mesi”

Le immagini della “Casetta di nonna Gemma”, messa a disposizione gratuitamente dal ristoratore Armando Carusi e dalla figlia, dove già oggi potrebbe trasferirsi la famiglia nel bosco di Palmoli: “Con i miei figli ho deciso di mettere a disposizione per due mesi questa struttura appena ristrutturata e dotata di ogni confort”.
A cura di Ida Artiaco
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Un bagno interno, camino, cucina attrezzata, stanze spaziose, un pozzo per poter prelevare l'acqua e spazio per gli animali: è questa la casa dove già oggi potrebbe trasferirsi la famiglia di Palmoli (Chieti), ribattezzata "la famiglia nel bosco", finita al centro del dibattito pubblico nei giorni scorsi dopo che i tre figli minorenni di una coppia sono stati allontanati dai genitori e dal rudere in cui vivevano insieme per volere del tribunale per i Minorenni dell'Aquila.

Le immagini della nuova sistemazione, offerta in comodato d'uso dalla famiglia Trevallion-Birmingham dal ristoratore Armando Carusi e dalla figlia, sono disponibili su internet, direttamente sul sito dedicato alla "Casetta di nonna Gemma": l'abitazione, infatti, viene generalmente messa in fitto ad uso turistico e si trova a circa 3 chilometri dal centro di Palmoli. "Qui il tempo sembra essersi fermato per regalarvi un’esperienza di vita autentica e rigenerante", si legge in rete, dove si precisa persino che "la struttura è circondata da rocce sedimentarie in parte esposte che rivelano fossili di conchiglie risalenti a centinaia di migliaia di anni fa", oltre ad essere "immersa in una pineta fitta di alberi secolari, ulivi e folta vegetazione con percorsi che si aprono su panorami mozzafiato".

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Le chiavi sono già state consegnate ieri a papà Nathan, che nel frattempo si è impegnato a fare una serie di lavori per adeguare la precedente casa bocciata da servizi sociali e tribunale. "Non ho fatto nulla di trascendentale – ha detto Carusi alla stampa – . Ho voluto aiutare questa famiglia perché anch'io quando ero piccolo vivevo come loro, senza acqua corrente, senza termosifoni e con il bagno a secco all'esterno. Sono rimasto colpito quando han portato via i bimbi e così con i miei figli ho deciso di mettere a disposizione per due mesi questa casa appena ristrutturata e dotata di ogni confort". Sul perché l'uomo abbia scelto proprio questa sistemazione l'imprenditore ha detto: "Credo che abbia deciso sin da subito per il trasferimento, ma poi comunque voleva far vedere le foto anche a sua moglie. Appena visto il casolare, la posizione, tutto quel verde intorno, gli si sono illuminati gli occhi".

Intanto, come abbiamo visto, la famiglia si impegnerà a completare i lavori di ristrutturazione della precedente abitazione, che il tribunale aveva definito un "rudere fatiscente", con particolari criticità legate soprattutto alle condizioni igieniche del bagno posto all'esterno e soprattutto a secco, senza cioè essere collegato ad un sistema fognario.

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