Si allunga la lista di nomi iscritta nel registro degli indagati per i presunti illeciti commessi nella caserma Levante di Piacenza: sono finiti sotto indagine altri militari dell'Arma, tutti in servizio nella cittadina emiliana. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura di Piacenza, avevano portato all'arresto il 22 luglio scorso di 6 carabinieri, accusati di avere organizzato e di gestire un sistema criminale che prevedeva minacce, botte, torture e traffico di droga: sarebbero stati effettuati degli arresti pilotati per sequestrare stupefacenti, che venivano poi rivenduti attraverso galoppini pagati col 10% del ricavato.

Le posizioni dei nuovi indagati, che sarebbero 5 o 6, sarebbero più lievi e marginali rispetto ai reati contestati all'appuntato Peppe Montella, che sarebbe il leader della banda, e agli altri cinque carabinieri arrestati, tra cui anche il comandante, il maresciallo Marco Orlando. Nei prossimi giorni potrebbero essere ascoltati dagli inquirenti, come persone informate sui fatti, anche alcuni ufficiali dei carabinieri che negli ultimi anni hanno prestato servizio a Piacenza; tra questi anche il maggiore Rocco Papaleo, attuale comandante della Compagnia di Cremona, che per 10 anni è stato alla guida del Nucleo Investigativo di Piacenza e che ha fatto partire l'indagine con la segnalazione ai pm tramite la sezione investigativa della Polizia Locale nel gennaio scorso.

La caserma Levante è attualmente sotto sequestro. Il dissequestro potrà arrivare soltanto dopo l'incidente probatorio, chiesto dalla difesa di uno dei carabinieri arrestati, Angelo Esposito, per la raccolta di eventuali tracce biologiche; la data non è stata ancora fissata. In questa fase delle indagini restano determinanti le dichiarazioni delle numerose persone che in questi giorni sono state ascoltate dagli inquirenti; alcune di loro hanno riferito di essere state coinvolte nelle violenze e nello spaccio e di essersi rivolte alla magistratura dopo aver visto le notizie sui giornali; l'attendibilità di queste dichiarazioni resta però al vaglio, in quanto sarebbero emerse delle discrepanze tra quanto riferito ai magistrati e quanto invece raccontato prima alla stampa.