Famiglia che vive nel bosco

Bimbi nel bosco, prima notte da soli in casa famiglia: la mamma ha lasciato la struttura dopo l’ordinanza

Catherine Birmingham ha lasciato ieri sera la casa famiglia di Vasto in seguito all’ordinanza emessa nei suoi confronti. La donna viveva nella struttura per minori dal 20 novembre insieme ai figli, cresciuti nei boschi di Chieti fino a quel momento. Anche i bimbi saranno separati e trasferiti in un’altra casa famiglia.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Catherine Birmingham ha abbandonato nella serata di ieri, poco dopo le 21, la casa famiglia nella quale viveva con i figli dal 20 novembre scorso. La donna è salita in auto con il marito Nathan Trevallion e ha lasciato la struttura protetta come stabilito dall'ordinanza emessa dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila proprio ieri.

Il Tribunale dispone sostanzialmente lo spostamento dei bimbi in un'altra struttura protetta, questa volta senza la presenza della madre. Per la notte, marito e moglie hanno dormito nell'abitazione messa a disposizione di Trevallion da un ristoratore della provincia di Chieti, lo stesso dove l'uomo sta vivendo insieme alla nonna dei tre fratellini e alla zia. Per il pomeriggio di oggi, alcune famiglie hanno annunciato una fiaccolata silenziosa in segno di vicinanza alla famiglia del bosco. 

I tre bimbi potrebbero essere trasferiti proprio oggi. Secondo quanto si apprende, anche i fratellini saranno d'ora in poi separati tra loro. L'ordinanza è arrivata come un fulmine a ciel sereno per la famiglia del bosco, anche se il Tribunale era stato chiamato ad accogliere o respingere la richiesta della casa famiglia di Vasto. La decisione potrebbe allungare ulteriormente i tempi del ricongiungimento dopo che i tre fratellini sono entrati nella struttura per minori il 20 novembre scorso.

L'inizio della vicenda

Circa 4 mesi fa, infatti, i tre fratellini sono stati prelevati dal casolare nei boschi di Chieti nel quale vivevano insieme ai genitori e portati nella casa famiglia di Vasto che li ha ospitati fino ad oggi. Le indagini che hanno portato alla sospensione della responsabilità genitoriale temporanea sono iniziate nel settembre del 2024, quando tutta la famiglia è stata ricoverata in ospedale per un'intossicazione da funghi raccolti nel bosco.

Dopo il ricovero, i medici hanno segnalato il caso alle autorità parlando di condizioni di vita precarie per i tre minori. I carabinieri hanno avviato delle verifiche, contestualmente ai servizi sociali, e durante i controlli è emerso che i tre fratellini vivevano nel casolare dei boschi senza acqua corrente, elettricità o riscaldamenti. I bimbi, come è emerso dalle indagini, studiavano in casa con un metodo di homeschooling ed erano abituati a uno stile di vita senza tecnologia e comfort di base.

Le condizioni abitative sono state considerate non sicure dalle autorità, che hanno valutato le difficoltà di socializzazione e istruzione e i rischi per la salute e la sicurezza.

Le richieste ai genitori e l'allontanamento dalla casa familiare

I servizi sociali avevano chiesto alla coppia anglo-australiana dei cambiamenti nello stile di vita familiare. Il primo problema riscontrato era stato infatti quello abitativo: si chiedeva una ristrutturazione del casolare nel bosco che non era dotato di acqua corrente, impianti elettrici normali e bagno interno. La struttura era stata considerata "fatiscente" dai carabinieri che erano arrivati sul posto per effettuare i rilievi e le autorità avevano chiesto alla famiglia di ristrutturare la casa fino a renderla agibile.

Nel tempo di attesa della ristrutturazione, la famiglia avrebbe potuto vivere in una casa in paese offerta dal Comune. La seconda condizione posta dai servizi sociali era quella di sottoporre i bimbi a visite pediatriche regolari con l'assegnazione di un medico e lo svolgimento di tutti i vaccini necessari.

I genitori non avrebbero acconsentito a questa richiesta, arrivando provocatoriamente a chiedere 50mila euro a bambino per autorizzare le visite mediche.

L'ultima richiesta riguardava il percorso dei minori con assistenti sociali ed educatori. I bimbi avrebbero dovuto seguire un programma di monitoraggio, incontri psico-educativi settimanali, e colloqui con gli operatori. Alla famiglia si chiedeva anche di sottoporre i piccoli a un programma di supporto per l'educazione con un'insegnante.

Il 20 novembre, dopo un inasprimento dei rapporti tra servizi sociali e genitori dei tre bimbi, che si erano mostrati molto poco accoglienti nei confronti dei cambiamenti richiesti, i minori sono stati prelevati e trasferiti nella casa famiglia di Vasto dove è andata a vivere anche Catherine Birmingham. La donna da accordi poteva vedere i figli nell'orario dei pasti, ma avrebbe dormito in un'altra zona della casa.

Alcune delle condizioni accettate dai genitori dopo l'allontanamento dei bimbi

Dopo il trasferimento, i genitori dei tre fratellini hanno iniziato ad accettare alcune delle condizioni che prima avevano contestato per poter riavere i bimbi a casa. La prima è stata quella relativa al controllo medico e sanitario: i bimbi sono stati sottoposti a controlli e alle vaccinazioni. La seconda condizione riguardava gli incontri periodici con gli assistenti sociali, le valutazioni psicologiche ed educative e anche l'introduzione di un'insegnante che seguisse i bimbi nella casa famiglia di Vasto.

Per il ripristino della responsabilità genitoriale, Nathan Trevallion e sua moglie dovranno dimostrare ai giudici che le condizioni che avevano portato all'allontanamento sono cambiate, ma la nuova ordinanza potrebbe ulteriormente allungare i tempi.

Le perizie psicologiche su bimbi e genitori

Il Tribunale ha deciso di avviare delle valutazioni tecniche sui genitori, sui bimbi e sulle relazioni familiari. Le consulenze tecniche d'ufficio serviranno a capire le capacità genitoriali della coppia, se i bambini hanno subito danni o traumi e se il legame familiare è positivo.

Il tutto è avvenuto in un clima di crescente tensione all'interno della casa famiglia. Secondo le educatrici, la madre, Catherine Birmingham, avrebbe fortemente ostacolato il loro operato, deridendole e vanificando i loro sforzi per i piccoli. La donna, di rimando, ha invece parlato di un atteggiamento di aggressività crescente dei bimbi, frustrati dalla situazione e dall'impossibilità di tornare dai propri animali.

I genitori sono stati analizzati nella personalità, nelle capacità educative e nella visione di crescita dei figli per l'elaborazione di un profilo psicologico. La coppia, secondo quanto emerso, sarebbe apparsa molto convinta dello stile di vita nel bosco, ma mai violenta o abusante nei confronti dei bimbi.

L'allontanamento della mamma dalla casa famiglia

Il contesto di crescente tensione ha portato all'ordinanza emessa proprio ieri per l'allontanamento della madre dei tre fratellini dalla struttura di Vasto e per la separazione dei bimbi con conseguente trasferimento in un'altra casa famiglia. I bimbi, così come aveva raccontato anche la madre, avrebbero iniziato ad assumere un atteggiamento aggressivo. Secondo Birmingham, il tutto sarebbe causato dalla frustrazione del trasferimento in casa famiglia, mentre gli educatori sostengono che la sua presenza nella struttura di Vasto abbia confuso i sentimenti dei minori, tanto da portarli alla frustrazione.

I tre, secondo quanto sostenuto dalla casa famiglia, avrebbero infatti aggredito alcuni operatori con dei bastoni e la madre non li avrebbe rimproverati, giustificando in qualche modo il loro comportamento. Secondo la ministra alla Famiglia, alla Natalità e alle Pari Opportunità Eugenia Roccella, la separazione dei genitori dai figli è una "misura estrema". Lo ha detto a SkyTg24 in un'intervista. "Quello che ha chiesto la Garante per l'infanzia è davvero il minimo sindacale: prima di separare bambini e genitori bisognava fare una valutazione, non dopo".

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