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Omicidio di Alice Scagni a Genova

Alice Scagni uccisa dal fratello Alberto, l’avvocato: “La giusta pena non può essere l’ergastolo”

Riconoscere il parziale vizio di mente e lo sconto di pena con l’abbreviato ad Alberto Scagni, che il 1° maggio 2022 uccise la sorella Alice con 24 coltellate a Genova. Sono le richieste dell’avvocato Alberto Caselli Lapeschi, il legale dell’assassino. Attesa per venerdì 29 settembre la sentenza.
A cura di Eleonora Panseri
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Alberto e Alice Scagni
Alberto e Alice Scagni
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Per Alberto Scagni "una giusta pena non può essere l'ergastolo ma una condanna che permetta il recupero del condannato". Lo ha detto oggi, giovedì 28 settembre, Alberto Caselli Lapeschi, il legale dell'uomo che il primo maggio 2022 uccise la sorella Alice con 24 coltellate sotto casa a Quinto, nel levante di Genova. Nella penultima udienza del processo, con la sua arringa l'avvocato ha chiesto di riconoscere A Scagni il vizio parziale di mente e uno sconto di pena con il rito abbreviato.

La sentenza è attesa per domani, venerdì 29 settembre, quando potranno essere presentate repliche da parte dell’accusa, della parte civile ed eventualmente controrepliche della difesa, come ricorda Il Secolo XIX. Potrebbe parlare anche lo stesso Alberto Scagni, come ha lasciato intendere nell'udienza di oggi. Il pubblico ministero Paola Crispo ha chiesto per il 42enne la condanna all'ergastolo, motivato da crudeltà e premeditazione, ma il legale dell'uomo ha parlato oggi dell'insussistenza delle aggravanti contestate e del vizio parziale di mente.

La posizione del legale di Alberto Scagni

Secondo Caselli Lapeschi, il sacchetto di plastica usato per nascondere il coltello con cui Alberto uccise la sorella non può essere considerato un mezzo insidioso. "Non ha natura ingannatoria ma è solo servito al trasporto dell'arma", avrebbe detto in aula giovedì. L'avvocato sostiene anche che non ci fosse alcuna premeditazione perché "Alice era la persona meno odiata in quel momento, non c'era acrimonia o astio. E nemmeno sapeva che quella sera la sorella avrebbe portato a spasso il cane, visto che 19 volte su 20 lo faceva il cognato".

Il legale di Scagni ha anche escluso la crudeltà "perché Alice ha perso subito conoscenza, come se avesse subito una anestesia forzata, ed è morta immediatamente. E dunque una vittima che perde subito la vita e prima ancora conoscenza perde la coscienza del dolore". Su questo punto Caselli Lapeschi ha citato il caso di Carol Maltesi, la giovane uccisa con 13 martellate in testa e poi fatta a pezzi da Davide Fontana, per cui i giudici avevano escluso la crudeltà.

Infine, l'avvocato ha sostenuto la conclusione del perito del gip che ha definito Scagni seminfermo di mente. "Scagni non era in condizioni tali da premeditare l'omicidio. C'era un allontanamento dal piano della realtà".

Alice Scagni
Alice Scagni

L'omicidio di Alice Scagni

Secondo quanto ricostruito riguardo l'omicidio, Scagni uccise la sorella 34enne al culmine di un litigio, dopo averla aspettato per ore sotto casa. Il fratello era in rotta con i parenti da tempo perché chiedeva loro continuamente soldi che gli venivano negati. In poche settimane avrebbe speso un fondo pensione di circa 15mila euro che gli era stato accantonato dai genitori e aveva iniziato a perseguitare la nonna e i vicini di casa.

In base agli elementi raccolti, sembrerebbe che l'ultimo litigio tra i due non fosse il primo: i rapporti tra Alice e Alberto erano diventati molto tesi. La donna abitava in via Fabrizi. Durante la lite l'uomo avrebbe estratto un coltello e colpito la donna più volte. Inutili i tentativi del marito di lei di soccorrerla.

Sono stati i vicini di casa, spaventati dalle urla, a chiamare i soccorsi ma i medici e i paramedici del 118 non hanno potuto far altro che costatarne il decesso. Il marito di Alice aveva poi fornito alle forze dell'ordine una descrizione del cognato che è stato trovato e posto sotto fermo di indiziato poco dopo.

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