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La morte di Alex Marangon

Alex Marangon morto dopo il rito sciamanico, 5 indagati : “Ipotesi morte dopo cessione di stupefacenti”

Sono 5 le persone ufficialmente indagate per la morte di Alex Marangon, il 25enne deceduto dopo un rito sciamanico all’abbazia di Vidor. L’ipotesi di reato è per morte in conseguenza di un altro reato e cessione di sostanze stupefacenti.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Morte in conseguenza di un altro reato e cessione di sostanze stupefacenti: sono queste l'ipotesi di reato contenute nell'avviso di garanzia inviato dalla Procura di Treviso ai 5 indagati per il decesso di Alex Marangon, il 25enne di Marcon, in provincia di Venezia, trovato senza vita nel Piave dopo due giorni di ricerche, il 2 luglio 2024. Il ragazzo stava partecipando a un rito sciamanico nell'abbazia di Vidor (Treviso) insieme ad altre persone.

Gli indagati sono Alexandra Diana Dal Sacco, moglie del Conte Giulio Da Sacco e proprietaria dell'abbazia della tragedia, Andrea Zuin e la compagna Tatiana Marchetto, organizzatori del rito, e dei due curanderos colombiani Jhonni Benavides e Sebastian Castillo, che avrebbero somministrato l'ayahuasca ai partecipanti.

Il 15 gennaio prossimo il sostituto procuratore Giovanni Valmassoi, titolare del fascicolo d'inchiesta, conferirà al medico Riccardo Addobbati di effettuare l'analisi dei capelli dei 20 partecipanti alla Festa del Sol de Putamayo, tenutasi nei giorni del 29 e del 30 giugno 2024. I capelli sono stati raccolti nell'agosto 2024 dopo che le persone presenti al rito hanno consegnato spontaneamente dei campioni. I cinque indagati, ora formalmente, avranno la possibilità di partecipare all'accertamento tecnico irripetibile in contraddittorio con dei loro consulenti di parte nominati dai legali.

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L'eventuale presenza di ayahuasca nei capelli degli altri partecipanti sarebbe la prova del consumo della sostanza allucinogena, anche se resta la difficoltà di datare con precisione il periodo in cui lo stupefacente è stato assunto. Le analisi del capello hanno infatti una variabilità temporale di circa un mese. Si tratta solo di un punto di partenza per capire cosa sia successo al 25enne. Per i familiari, il ragazzo è stato ucciso e gettato nel Piave. Non si sarebbe trattato dunque di un gesto volontario, seppure sotto gli effetti combinati di cocaina e ayahuasca. 

A instillare il dubbio era stato in realtà un passaggio ancora oscuro della relazione del medico legale della Procura, Alberto Furlanetto, secondo il quale sul corpo di Alex vi erano ferite compatibili con un'aggressione. L'anatomopatologo è poi però tornato parzialmente sui suoi passi e la famiglia Marangon ha chiesto di rifare l'esame sulla salma del 25enne, anche se la seconda autopsia non è mai stata disposta.

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