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Strage di Crans-Montana in Svizzera

A un mese dalla strage di Crans-Montana ci sono ancora 64 feriti in ospedale: Mattarella in visita al Niguarda

A un mese dalla strage di Crans-Montana restano ricoverati negli ospedale 64 giovani. Otto di questi si trovano ancora al Niguarda di Milano, dove oggi hanno ricevuto la visita del presidente Sergio Mattarella. Intanto, la Procura vallese ha convocato il capo dei vigili del fuoco per essere ascoltato.
A cura di Ida Artiaco
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A esattamente un mese dalla strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dopo l'incendio nel bar Le Constellation costato la vita a 41 persone, restano ancora 64 feriti in ospedale. Lo riporta l'Ats che ha fatto il punto della situazione contattando le varie strutture sanitarie. Nel dettaglio, 23 feriti sono ricoverati in ospedali svizzeri mentre 41 (tra cui 19 cittadini svizzeri) sono ricoverati all'estero. Da circa due settimane altri pazienti sono stati trasferiti in cliniche riabilitative.

Alcuni di questi  – 8 in totale – sono ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano, dove oggi si è recato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per salutare i giovani che si trovano lì da settimane e le loro famiglie. "Una sorpresa e una gioia", ha commentato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha accolto il Capo di Stato insieme al direttore generale della struttura Alberto Zoli. "È stato molto emozionante e molto commovente – ha aggiunto l'assessore – perché l'umanità del nostro presidente della Repubblica la conoscono tutti. E tutti i genitori sono rimasti molto colpiti e toccati dalle sue parole e dalla visita che si è prolungata parecchio". Sempre Bertolaso ha specificato che tra i ricoverati nel nosocomio milanese tre risultano essere i casi più gravi, altri invece sono stati trasferiti nel "Centro Ustioni".

Mattarella nel pomeriggio ha poi incontrato anche i genitori di Chiara Costanzo, 16enne milanese e una delle sei vittime italiane della strage. Intanto, continuano le indagini su questo successo la notte tra il 31 dicembre e l'1 gennaio scorsi. David Vocat e Jean Marc Gabrielli sono stati convocati come testimoni dalla Procura vallese. Il primo è il capo dei pompieri di Crans-Montana, il primo ad arrivare sul luogo della strage in cui sono morte 41 persone. Ai media aveva raccontato di avere subito uno choc e un trauma tali, alla vista dello scenario apocalittico, da avere pensato di voler lasciare il suo lavoro. Il secondo, invece, è stato descritto da Jacques Moretti, proprietario del bar insieme alla moglie Jessica, come "un figlio" e indicato come il fidanzato della cameriera Cyane Panine, la giovane cameriera morta per le ustioni riportate nell'incendio. Gabrielli si occupava inoltre della gestione del Vieux Chalet, un altro dei locali di Moretti. Nell'avviso di convocazione, si legge che Gabrielli è stato convocato dai pm il 5 febbraio alle 8 e 30 e Vocat il 16 febbraio allo stesso orario.

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