Alta tensione a Tirana dove la maggiore forza di opposizione, il Partito Democratico (Pd, centrodestra), ha convocato una protesta per chiedere le dimissioni del premier, Edi Rama, accusato di corruzione. Hanno aderito decine di migliaia di persone in un'oceanica protesta che ha già causato scontri. Decine di manifestanti hanno tentato di assaltare la sede del governo. Gli incidenti sono cominciati quando alcuni manifestanti hanno lanciato bombe molotov e pietre all'ingresso dell'edificio, forzando il cordone di polizia.

Secondo alcune fonti, i manifestanti sarebbero arrivati fino all'ufficio del premier. La guardia all'interno ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i facinorosi che provavano a introdursi all'interno del palazzo. Alcune persone son state portate via in ambulanza. Di fronte all'edificio è stata eretta una bandiera del Partito Democratico. Il leader del Pd, Lulzim Basha, aveva chiesto che la manifestazione fosse la più imponente degli ultimi trent'anni. Lo slogan più ripetuto è ‘Rama vattene'. Il premier è accusato di ‘collusione con il crimine organizzato'. Rama, che dal 2017 è al suo secondo mandato come primo ministro, aveva annunciato che non sarebbe stato in città durante le proteste. Aveva infatti in programma di andare a Valona per incontrare gli abitanti. L'opposizione, composta da 5 partiti di centrodestra e centrosinistra, denuncia soprattutto le politiche economiche del governo, che costringono le persone, soprattutto i giovani, a lasciare l'Albania per sfuggire alla miseria. Chiede la formazione di un governo tecnico che organizzi elezioni legislative anticipate.

Secondo Basha "la polizia ha appositamente permesso i manifestanti irritati di sfondare il loro cordone. La polizia ha stranamente ceduto alla prima pressione dei manifestanti. Vuol dire che ci tratta di un piano per incitare la violenza e poi accusa l'opposizione. Ciò è inaccettabile", ha dichiarato. "I dimostranti si erano riuniti per manifestare senza violenza, ora la situazione è fuori controllo".