"Stanno avvelenando i miei genitori. Gli danno questa soluzione miracolosa, usano la candeggina per curare il cancro". Sono al telefono con Anna, nome di fantasia, mi ha contattato a inizio agosto per paura. Mi dice che c'è un gruppo in Italia, promettono cure ma sono sostanze tossiche, “i miei genitori stanno vomitando, stanno sempre peggio, non so più cosa fare”.
Ho deciso di entrare per capire cosa succede dentro il gruppo delle cure miracolose. Il primo su Telegram ha 11 mila iscritti, poi ne trovo altri: gruppi regionali, provinciali, canali dedicati ai protocolli, alle testimonianze, alle domande. E una promessa che torna continuamente: una sostanza capace di curare quasi tutto. Tumori, metastasi, autismo, infezioni. Ci sono madri che chiedono le dosi da utilizzare per il loro figlio neonato, protocolli per bambini di 1, 3 , 5 o 7 anni. Ci sono persone che raccontano di aver interrotto la chemioterapia, annullato visite, evitato il pronto soccorso. Dicono di aver scelto la soluzione miracolosa.
Ma nei gruppi non trovo solo testimonianze. Ci sono fornitori, corsi per imparare a prepararle, consulenze e una rete di presunti esperti. A questo punto la domanda non è più soltanto: come funziona La domanda diventa: chi c’è dietro questa rete?
Comincio a seguire nomi, testi, libri, conferenze, link, scrivo ai gestori del gruppo. Pezzo dopo pezzo compare uno schema, e dietro la soluzione miracolosa scopro che c’è una fondazione internazionale, che di fatto distribuisce sostanze tossiche e sbiancanti industriali promettendo la cura miracolosa.
File 1 | Dentro i gruppi
“Mio fratello è entrato in questi gruppi dove lo hanno convinto che queste sostanze possono curare tutto e così ha deciso di farle prendere ai miei genitori, ha iniziato con il CDS, gli ho detto che ero contro ma lui ha convinto mio padre e ora hanno costretto anche mia madre a prendere queste sostanze con la forza, sono soggetti fragili e sono spaventata perché vedo che stanno male, hanno interrotto le cure, io non so cosa fare”.
Quando stacco la telefonata con Anna decido di capire meglio di cosa si tratta, apro Telegram, seguo le istruzioni e chiedo l’accesso a un gruppo con 11.000 iscritti. Dopo poco sono dentro. Il gruppo è un primo punto di approdo che rimanda ad altre chat collegate. La rete è organizzata sul territorio italiano: ci sono sottogruppi regionali, provinciali che smerciano sostanze tossiche promettendo di curare tumori, metastasi, autismo.
Per capire partiamo dai numeri: gruppo Italia ha 11 mila iscritti, domande frequenti 8.000, protocolli 42 mila, testimonianze italiane 18 mila. La rete non si limita a condividere opinioni. Nei messaggi compaiono domande concrete: quanto assumere, come preparare le sostanze, se sia possibile utilizzarle insieme alla chemioterapia, se possano essere somministrate ai bambini.
Ci sono manuali, istruzioni e protocolli identificati con diverse lettere. Ma soprattutto ci sono testimonianze. Una donna racconta che una grave forma di orticaria sarebbe migliorata dopo pochi giorni. Un uomo di 54 anni attribuisce alla sostanza la guarigione dall’emicrania. Un’altra utente racconta invece di avere un adenocarcinoma e di avere rifiutato la chemioterapia proposta dopo un intervento. Secondo il suo racconto, dopo avere iniziato il protocollo il tumore avrebbe cominciato a regredire. Sono testimonianze pubblicate dagli utenti e, da sole, non dimostrano l'efficacia di alcun trattamento.
Il passaggio più delicato riguarda però i bambini. In una delle conversazioni viene raccontato il caso di un bambino di tre anni che aveva sviluppato un forte gonfiore e arrossamento. La madre racconta di avere pensato al pronto soccorso, ma di avere poi scelto poi la «soluzione miracolosa». In seguito, sostiene, il bambino sarebbe tornato alla normalità senza antibiotici né visita ospedaliera.
File 2 | Che cos’è davvero la soluzione miracolosa
Sono due le sostanze che nei gruppi vengono condivise: CDS e DMSO. Il CDS, o biossido di cloro, è un composto chimico fortemente ossidante utilizzato come disinfettante e nel trattamento delle acque. Nei gruppi viene invece presentato come una sorta di antidoto universale, capace di intervenire su numerose malattie.
Ma la narrazione delle chat si scontra con gli avvertimenti delle autorità sanitarie. L'ingestione di biossido di cloro può provocare nausea, vomito, diarrea e dolori addominali e, nei casi più gravi, intossicazione, danni renali e alterazioni del sangue. L'Organizzazione Panamericana della Sanità ha messo in guardia dall'utilizzo di biossido di cloro e prodotti a base di clorito di sodio, sottolineando l'assenza di prove della loro efficacia terapeutica e la possibilità di effetti avversi seri. Anche il Ministero della Salute italiano ha messo in guardia dalla cosiddetta «Soluzione Minerale Miracolosa», raccomandando di non assumerla.
Il secondo protagonista è il DMSO. E qui dobbiamo fare ancora più attenzione. Perché il DMSO è una sostanza reale e ha anche un impiego medico riconosciuto, è infatti un potente solvente chimico con una sola approvazione ufficiale come medicina umana per trattare i sintomi della cistite interstiziale (un disturbo della vescica), mentre per dolori o altre infiammazioni le prove sono incerte e il suo uso richiede estrema cautela.
Il fatto che una sostanza abbia un uso medico non significa che sia una cura per qualsiasi altra malattia. E soprattutto non significa che qualsiasi preparazione, concentrazione o modalità di assunzione sia sicura. Anzi.
File 3 | Il nome che ritorna: Andreas Kalcker
Seguendo link, libri, video e conferenze, arrivo a un nome che torna sempre nei gruppi: Andreas Kalcker. È un guru della medicina che vive in Svizzera, non possiede qualifiche mediche e ha utilizzato certificati falsi acquistati online per spacciarsi per un esperto. Eppure ha pubblicato libri, promosso prodotti a base di CDS, ma non è un semplice fuffa guru, sulla soluzione miracolosa, infatti ha costruito un industria. Nelle chat condividono i suoi testi video, estratti intitolati: “Farmacodinamica del CDS” e un testo chiamato Salute Proibita. Qui la semantica è fondamentale perché ti lascia subito intendere di essere di fronte a qualcosa che qualcuno ha interesse a nascondere.
Decidodi scrivere a una delle admin del gruppo, vedo che pubblica video e risponde agli utenti quando chiedono informazioni sui dosaggi. Fingo di essere una figlia che vuole avere informazioni sulle cure a base di CDS per il padre. Le chiedo per prima cosa se queste sostanze sono pericolose. Mi dice: " No, leggi le testimonianze" e poi “ ci sono medici a cui puoi rivolgerti” e mi manda una lista di presunti specialisti. Quando le chiedo come funziona con gli acquisti mi invia un link. Perché nei canali non solo si parla di CDS e DMSO, ma si vende pure.
Quindi abbiamo un canale, dei protocolli, una sostanza, un metodo di produzione, un fornitore, e una community che racconta le proprie esperienze. Questa è la mappa che cominciamo a vedere. Ma una mappa non è ancora una prova di coordinamento, per dimostrare che esiste una struttura dietro questa rete dobbiamo fare un altro passo, dobbiamo capire chi controlla cosa.
File 4 | La Alk Foundation
Se vogliamo capire questa rete, dobbiamo uscire da Telegram e seguire lo schema dove compaiono gli stessi nomi, stessi testi, stessi libri, stessi link, stesse conferenze, stessi prodotti e soprattutto: stessi soldi.
Al vertice di tutto c’è una fondazione, una fondazione creata da Andreas Kalcker, si chiama Alk. È l’ultimo passaggio nella catena di raccomandazioni. Il punto di arrivo per visite acquisti e consulenze. Sulla pagina ufficiale c’è scritto: "Siamo una fondazione dedicata alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie e soluzioni innovative per il benessere umano, animale, vegetale e ambientale."
Nel gruppo mi spiegano che c’è una quota associativa da pagare, 50 euro, questo ti da il diritto a una prima call gratuita. Il team poi invia un consenso informato da leggere, firmare e reinviare, a quel punto è possibile iniziare il percorso a pagamento. Vendono persino dei corsi online per impare a usare, creare in casa il CDS. Siamo di fronte a una fondazione che guadagna soldi avvelenando persone malate.
File 5 | Quando la cura diventa una fede
Resta una domanda: perché persone malate decidono di affidarsi a queste promesse nonostante gli avvertimenti delle autorità sanitarie? Nei gruppi il racconto è spesso costruito attorno a una contrapposizione netta. Da una parte ci sono i medici, le case farmaceutiche e le autorità, descritti come parte di un sistema che nasconderebbe la verità. Dall'altra parte c'è il gruppo. Il gruppo che dice di conoscere la verità, è la stessa dinamica usata per le teorie del complotto.
È una dinamica che può trasformare ogni smentita in una conferma. Se un medico dice di non assumere una sostanza, la risposta può diventare: quel medico fa parte del sistema. Se compaiono effetti collaterali, possono essere interpretati non come un segnale di pericolo, ma come una fase necessaria del processo di guarigione.
“Io vedo i miei genitori, vomitano, stanno male, hanno problemi intestinali, ma quando lo dici a questi medici del CDS ti dicono che è tutto normale è che fa parte del processo di cura, quindi se vomiti vuol dire che va tutto bene”, racconta Anna.
Nel gruppo leggo anche messaggi di una madre preoccupata. Dopo l’assunzione del CDS il figlio ha avuto un'irritazione e chiede quindi al "dottore” di riferimento in chat a cosa può essere dovuto. La risposta arriva subito “Non è colpa del CDS”, poi aggiunge “è un antibatterico è impossibile che abbia provocato un’eruzione, forse non è stato applicato correttamente”.
È questo uno degli aspetti più pericolosi del sistema: la capacità di assorbire anche le informazioni che sembrerebbero contraddirlo. Il problema, però, non sono soltanto gli effetti collaterali delle sostanze. Per una persona malata, soprattutto nel caso di patologie gravi, esiste un secondo rischio: perdere tempo.
Interrompere o ritardare un trattamento efficace, rinunciare a una visita o evitare un pronto soccorso può avere conseguenze indipendentemente dall'effetto diretto della sostanza. Anche un eventuale miglioramento non dimostra automaticamente che sia stato provocato dalla cura miracolosa: può dipendere dalle terapie convenzionali, dall'andamento della malattia o da altri fattori. È un punto cruciale perché nelle testimonianze online l'esperienza personale viene spesso utilizzata come prova.
File 6 | La macchina della speranza
Alla fine, questa non è soltanto una storia sul CDS e sul DMSO. È una storia sulla trasformazione della speranza in un sistema. Prima arriva la promessa: una sostanza capace di curare quasi tutto. Poi arrivano i protocolli. Le testimonianze. I gruppi. I presunti esperti. I prodotti da acquistare. Le consulenze. I corsi per imparare a preparare le sostanze.
È così che una comunità online può trasformarsi in un ambiente nel quale una convinzione viene continuamente confermata, fino a rendere sempre più difficile mettere in discussione la scelta compiuta. Il confine tra speranza e rischio, in medicina, può essere sottile. Diventa ancora più difficile da vedere quando quella speranza entra in una rete fatta di prodotti, consulenze, protocolli e denaro.
E la domanda finale resta la più semplice e la più importante: che cosa succede a una persona malata quando la promessa di una cura miracolosa diventa più forte della fiducia nella medicina?