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Infiltrata nella rete delle Ana Coach: chi guida le comunità che promuovono l’anoressia

Tra profili anonimi, reti di reclutamento e dinamiche di influenza, la puntata ricostruisce chi alimenta le nuove comunità Pro Ana e come riesce a conquistare la fiducia delle ragazze.
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Vuoi diventare un angelo? Gli angeli non hanno bisogno di mangiare”. È uno dei primi messaggi che ricevo. Chi me lo scrive non sta cercando aiuto, sta cercando di insegnarmi a diventare come lei. Si chiama Lara. Fa l‘ana coach. Ana è l’abbreviazione di anoressia. Lara infatti insegna alle ragazze come smettere di mangiare, come nascondere il cibo, come vomitare, prendere lassativi e come mentire ai genitori. Mi dice che lei è arrivata a 43 chili e che posso farlo anche io se seguo i suoi consigli.  Sono entrata nella rete pro ana e pro mia, una rete di gruppi online dove l’anoressia e la bulimia non vengono viste come malattie, ma come obiettivi da raggiungere. Per anni questi gruppi sono rimasti nascosti in spazi chiusi, come Telegram e Discord. Poi qualcosa è cambiato. All'inizio pensavo di dover cercare io queste comunità. Ma a un certo punto è successo qualcosa di diverso. Sono state loro a trovare me. Ed è così che un martedì sera ricevo una notifica, un messaggio da Lara, che mi dice “Non preoccuparti, è un percorso ce la puoi fare”, poi un video “guardalo così impari il metodo Cassie”.

File 01 | L'ingresso nella rete Pro Ana

Ma partiamo dall'inizio. Come sono finita dentro i gruppi pro ana? Da anni monitoro la community, nel 2023 avevo già fatto uscire un lungo reportage sulla rete Telegram Pro ana e Pro mia. Con il tempo ho quindi imparato a riconoscere segnali e parole in codice che vengono usate da questi gruppi per aggirare gli algoritmi. E quando mi è comparso su TikTok un video con una coppia di emoji, una stella e un’ala, ho deciso di guardarlo con più attenzione. È partita da qui la mia infiltrazione nei nuovi gruppi pro ana. Una premessa. Per anni le comunità Pro Ana sono rimaste confinate su piattaforme come Telegram e Discord. Oggi, invece, il primo contatto avviene sempre più spesso su TikTok. Per capire meglio decido di creare un profilo da zero, comincio a guardare contenuti su diete e dimagrimento e a seguire i profili che commentano questi video, in una mattinata in mio nuovo algoritmo si è tarato, mi compaiono sono contenuti su alimentazione perdita di peso e strani video con degli euro come simbolo. Un cetriolo 13 euro, insalata 40 euro, yogurt bianco magro 50 euro. Ci vuole poco a fare il collegamento, gli euro sono le calorie. Si scambiano così consigli su diete ipocaloriche.

Comincio a guardare i profili di chi pubblica questi contenuti, oltre alle emoj delle ali e alle foto di angeli ci sono delle sigle accompagnate da numeri. Compaiono tutte nella biografia del profilo: la prima indica l’altezza, la seconda il peso, la terza è una sigla UGW. È l'acronimo UGW (Ultimate Goal Weight), cioè il peso ideale da raggiungere, spesso inferiore ai 40 chilogrammi. Le utenti utilizzano emoji, abbreviazioni e parole in codice per aggirare i controlli della piattaforma. Non solo, guardando tra i commenti noto elementi ricorrenti, profili con la foto di Ariana Grande e accanto ai nomi un’ala di angelo, scrivono “mi servono consigli tossici”.

File 02 | Le Ana Coach: chi sono e cosa fanno

Più sto dentro più scendo in profondità nella rete Pro Ana, e a un certo punto comincio a ricevere dei messaggi nei DM. La prima a scrivermi si chiama Amy, mi saluta, cominciamo a chiacchierare, poi mi chiede se voglio diventare la sua WL partner, o meglio la sua weight loss partner. Una compagna per perdere peso “ci si motiva a vicenda”, dice “ci si ferma quando si vuole mangiare e si cerca di digiunare il più possibile insieme così non si cade in tentazione”. Amy non è l’unica, tantissime ragazze nei commenti scrivono che stanno cercando una wl partner, “ho bisogno di motivazione”, scrivono, “ho bisogno di consigli tossici”. Ma c’è un livello successivo, una figura che è ancora più ricercata: sono le Ana coach. Si presentano come ragazze che hanno raggiunto pesi estremamente bassi e che offrono "consulenze" per aiutare altre utenti a ottenere lo stesso risultato.

Sono facili da riconoscere, sono tra le utenti più attive sotto i commenti dicono “chi vuole creare un gruppo solo italiano?”, “oppure se siete in cerca di consigli scrivetemi in dm”, nella bio dei profili scrivono “consulenza” “ana coach” “ti insegno”. Nei commenti invitano chi è interessato a scrivere in privato, promettendo motivazione, programmi alimentari e supporto costante. Comincio a parlare con loro a chiedere informazioni. Una delle coach contattate racconta di essere arrivata a 39 chilogrammi e mi suggerisce di bere grandi quantità d'acqua, camminare almeno 20 mila passi al giorno e mantenere un costante deficit calorico. Un'altra mi spiega che al momento non riesce a darmi consigli perché segue troppe ragazze.

File 03 | Il caso Lara

Mentre parlo con queste coach, a un certo punto succede qualcosa di strano. Perché se all'inizio ero io a cercarle dopo poco loro hanno cominciato a contattare me, prima a seguirmi, poi a presentarsi, e tra queste c’è Lara. Lara è una figura strana, lo capisco dopo poco. Mi scrive, mi chiede se voglio entrare nel suo gruppo, accetto, poi vado a controllare meglio il suo profilo. Compare sotto moltissimi post, italiani e non, infatti nel suo profilo scrive che offre consulenza in italiano, inglese, spagnolo e tedesco. Nei commenti chiede chi è interessata, chi cerca, chi vuole consigli. Poi guardo meglio la foto e mi rendo conto che l’ho già vista da qualche parte. Scorro nei profili che seguo ed ecco un altro account, stessa immagine anche in questo caso nella bio c’è scritto Ana Coach. Capisco quindi che Lara gestisce una rete di profili che poi rimanda a gruppi privati o su TikTok, WhatsApp e Discord. E quando mi chiede se voglio entrare rispondo di sì.

File 04 | Come funzionano i gruppi chiusi

Una volta entrata nei gruppi capisco subito che si basano su una struttura gerarchica ben definita. Le coach stabiliscono le regole, controllano i progressi delle partecipanti e chiedono fotografie della bilancia, registrazioni dettagliate di ogni alimento consumato e aggiornamenti quotidiani sul peso. Le nuove arrivate vengono accolte con messaggi di incoraggiamento che trasformano il disturbo alimentare in un'identità condivisa. Il digiuno diventa una prova di forza, mentre mangiare viene percepito come un fallimento. Le conversazioni sono scandite da slogan motivazionali, programmi alimentari rigidissimi e continui inviti a resistere alla fame. "Il cibo non ci serve." Oppure: "Tu sei più forte del cibo. Mangi solo per bruciare calorie. Sei una macchina perfetta per consumarle." È un cambio di prospettiva sottile, ma potentissimo. La fame non viene vista come un segnale del corpo. Diventa una prova di forza. Poi arrivano i pasti, le foto si assomigliano tutte: acqua, tè, integratori, sigarette. Una ragazza  pubblica un piatto con appena un velo d'acqua. La didascalia dice: "Pranzo: 5 calorie." L'obiettivo dichiarato è avvicinarsi il più possibile al digiuno. 

File 05 | Premi, punizioni e competizione

Nei gruppi esiste un sistema di ricompense e punizioni. Chi riesce a digiunare più a lungo riceve complimenti e approvazione dagli altri membri. Chi invece cede viene invitato a compensare attraverso ulteriori ore di digiuno, lunghe camminate o, nei casi più gravi, con il vomito autoindotto. Le conversazioni non riguardano soltanto il peso, ma anche tecniche dettagliate per vomitare, utilizzare lassativi, sopportare la fame e nascondere i sintomi del disturbo. Tra gli strumenti consigliati compaiono anche applicazioni dedicate al digiuno intermittente, utilizzate per monitorare ore senza cibo e obiettivi di peso sempre più estremi. Ma mentre sono lì dentro capisco che uno dei problemi principali sono i genitori. Nei gruppi, infatti, le ragazze si scambiano consigli su come buttare il cibo senza essere viste, come simulare di aver mangiato, come provocarsi il vomito senza fare rumore e perfino come comportarsi affinché i genitori non sospettino nulla. Molte raccontano di inventare mal di pancia, fingere di aver già mangiato oppure buttare il cibo appena rimangono sole in casa. Il disturbo alimentare, all'interno della community, diventa così una doppia vita: una pubblica, apparentemente normale, e una segreta, alimentata quotidianamente dal gruppo.

File 06 | Quando la fragilità diventa influenza

L'infiltrazione mostra come il percorso verso queste comunità possa essere sorprendentemente rapido. È sufficiente interagire con alcuni contenuti apparentemente innocui dedicati alla perdita di peso perché l'algoritmo inizi a proporre profili sempre più estremi, fino a favorire il contatto diretto con le Ana Coach. Un semplice like, un commento o due emoji possono rappresentare il primo passo verso una rete in cui la fame diventa disciplina, il dolore viene interpretato come successo e la perdita di peso si trasforma nell'unico obiettivo. In questo contesto, le Ana Coach assumono un ruolo di riferimento per ragazze spesso molto giovani e vulnerabili. E a questo punto la domanda diventa inevitabile: chi c’è davvero dietro questi profili?

La risposta non è semplice. Perché dentro questi spazi non esiste un unico tipo di persona. Ci sono ragazze che credono di essere arrivate a un livello alto e vogliono condividere i trucchi, o non sentirsi sole nella malattia, perché spesso chi soffre di disturbi alimentari non si sente capito e vede come nemico chi in realtà cerca di aiutarlo.  Ma ci sono anche figure come Lara che creano più profili, che diventano un centro gravitazionale nei gruppi, cercano ragazze da addestrare e il loro ruolo è più opaco.

Questo è un meccanismo che abbiamo già incontrato altre volte nelle scorse puntate di Abisso: ambienti dove alcune persone riescono a trasformare una fragilità in un legame, e un legame in una forma di influenza. Nel caso dei disturbi alimentari, questa dinamica trova un terreno particolarmente delicato. Perché quando il controllo del corpo e del cibo diventa il centro della propria identità, chi promette di avere una risposta può diventare estremamente potente.

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