La storia di veleni, accuse velate e frecciatine a distanza tra la Casa Bianca e l'Fbi si conclude con un decisione drastica e inattesa da parte del Presidente Statunitense. Donald Trump infatti nelle scorse ore ha deciso di licenziare in tronco il numero uno del Federal Bureau of Investigation, James Comey. La decisione è stata motivata dall'amministrazione centrale con la necessità di "ricostruire la fiducia nella più importante agenzia di sicurezza del Paese". Secondo l'annuncio, arrivato con una breve nota dalla Casa Bianca, la rimozione "con effetto immediato" del direttore dell'Fbi è stata consigliata dal vice ministro di Giustizia, Jeff Sessions, secondo il quale il direttore dell'Fbi "deve essere qualcuno che segue fedelmente le regole e i principi" del dipartimento della Giustizia, qualcuno che "dà il giusto esempio" a chi deve far rispettare la legge.

"Questa giornata segna un nuovo inizio per il gioiello dei nostri apparati giudiziari" hanno dichiarato da Washington, spiegando che l'Fbi è una delle "istituzioni più rispettate" e serve ora una "nuova era" e una "nuova leadership per riportare fiducia". In realtà dietro la decisione ci sono gli evidenti contrasti con Trump dopo alcune uscite pubbliche di Comey. Tra le altre cose, pochi giorni fa l'ormai ex direttore dell'Fbi aveva testimoniato davanti alla commissione di Capitol Hill chiedendo di indagare sulle possibili relazioni tra il comitato elettorale di Trump e il governo di Mosca durante la campagna elettorale.

A confermare che dietro l'allontanamento c'è anche la diatriba sulle famose mail della Clinton rubate dagli hacker russi, c'è anche il vice ministro di Giustizia, Rod Rosenstein, che pochi minuti prima che fosse annunciato il licenziamento aveva  sostenuto di non potere difendere il modo in cui Comey aveva gestito l'inchiesta sulle mail della candidata Democratica. Nel mirino in particolare il fatto che l'Fbi avesse reso pubblica la notizia della riapertura dell’inchiesta sulle mail di Hillary Clinton a pochi giorni dalle elezioni dello scorso novembre.

Comey, nominato da Barack Obama nel 2013 con un sostegno bipartisan essendo considerato un repubblicano moderato, doveva rimanere in carica fino al 2023. "La ricerca di un nuovo direttore comincerà immediatamente" assicurano dalla Casa Bianca. Al momento, però, secondo le regole del Bureau, ad assumere  la guida dell'agenzia sarà il vicedirettore dell'Fbi Andrew McCabe fino a che non sarà nominato un nuovo numero uno.