Per Russia e Usa è necessaria un'inchiesta dell'Onu sull'attacco chimico in Siria. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a margine dell'incontro con l'omologo statunitense Rex Tillerson, che ha chiuso una giornata non semplice per le diplomazie dei tre Paesi. Le dichiarazioni che hanno aperto la conferenza stampa congiunta hanno confermato che “le relazioni non sono idilliache. Ci sono una serie di questioni da risolvere. Ma le tante ore passate insieme non sono state vane. Ora ci capiamo meglio", ha detto il ministro russo. "I nostri rapporti sono a un livello basso di fiducia e due potenze nucleari non possono permetterselo", gli ha fatto eco Tillerson.

Russia e USA intanto si dicono pronti a ripristinare la linea diretta per evitare incidenti tra aerei militari, dopo che Mosca l’aveva sospesa a seguito del raid americano sulla base dell’aviazione siriana dalla quale erano partiti i caccia che avrebbero sganciato armi chimiche. A proposito di quest’ultimo, per Tillerson non c'è dubbio che sia stato pianificato e condotto dall'esercito siriano, "lo ha fatto in oltre 50 occasioni". Lavrov invece chiede un'inchiesta: "Se l'Onu si oppone, vuol dire che non cerca la verità". E insiste: "Non ci sono prove" come, aggiunge, "non ci sono prove di cyberattacchi per influenzare le elezioni americane".

Per quanto riguarda invece la situazione in Siria, secondo il segretario di Stato americano, Assad "non può assolutamente governare la Siria, la sua rimozione dal potere deve avvenire in modo strutturato e organizzato". Il regime siriano, secondo gli Usa, ha infatti usato bombe al cloro e altre armi chimiche in "oltre 50 occasioni". E su Bashar al-Assad, Tillerson rimarca che "non può esserci un ruolo per lui nel futuro della Siria". Più diplomatico, naturalmente, Lavrov che ricorda in passato la rimozione di un dittatore non abbia portato nulla di piano. Da Saddam a Gheddafi, sottolinea, "sappiamo tutti come andrà a finire…”.

Intanto, la CNN afferma che l'intelligence degli Stati Uniti avrebbe "intercettato comunicazioni di militari siriani ed esperti coinvolti nella preparazione dell'attacco chimico compiuto a Idlib". Lo ha riferito una fonte ufficiale americana all'emittente USA. Le intercettazioni erano parte del materiale degli esperti visionato nelle ore successive al raid. La stessa fonte ha sottolineato inoltre che gli Stati Uniti non erano al corrente in anticipo dell'attacco.