Hannah Smith – studentessa britannica di 14 anni – si è tolta la vita impiccandosi dopo essere diventata sul sito Ask.fm il bersaglio di alcuni troll. La giovane si era iscritta, come molti suoi coetanei, con lo scopo di scambiare messaggi anonimi in chat. Dopo pochi giorni, tuttavia, era diventata vittima di ogni serie di insulto: "Mucca, t…a, se muori nessuno se ne accorgerà" è solo un esempio, e neppure il più cruento, di un messaggio pubblicato sulla sua bacheca. Un altro la invitava a suicidarsi bevendo candeggina. Il giorno prima di morire la ragazzina ha postato su Facebook un messaggio di richiesta di aiuto: "Pensi di voler morire ma in realtà vuoi solo essere salvata". Segno che evidentemente già meditava di togliersi la vita.

Dopo il suicidio della ragazzina in molti si sono interrogati sulla pericolosità di siti come Ask.fm per gli adolescenti. Il social network, che fa base in Lettonia, viene utilizzato per scambiarsi messaggi sugli argomenti più disparati. Tuttavia molto spesso la possibilità di nascondersi dietro l'anonimato permette agli utenti di insultarsi a vicenda. Nella sola Gran Bretagna – ad esempio – ben quattro ragazzine si sono tolte la vita dopo aver navigato sul portale. E se nelle scuole britanniche è stata addirittura fatta girare una circolare per mettere in guardia alunni, genitori e insegnanti, il fenomeno inizia a diffondersi anche in Italia.