"L’asciugamano è forse l'oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere", e il 25 maggio ogni autostoppista galattico che si rispetti lo porta con sé ovunque vada. Oggi è infatti il "Towel Day", il Giorno dell’Asciugamano, appunto: dal 2001 è questa la data scelta dagli appassionati di "Guida Galattica per gli Autostoppisti" per celebrare l’autore, Douglas Adams, scomparso prematuramente ormai 15 anni fa. La fantascientifica Guida lo indica come un oggetto polifunzionale capace di risolvere qualsiasi inconveniente, e i fan di tutto il mondo lo hanno eletto come simbolo indiscusso per ricordare il padre della fortunata serie di romanzi.

"Guida galattica per gli autostoppisti" ha venduto più di 15 milioni di copie in tutto il mondo, divenendo un vero e proprio cult della letteratura fantascientifica. Il libro nasce da un fortunato programma radiofonico andato in onda nel 1979, precisamente dalle quattro prime puntate: la storia inizia quando il protagonista, Arthur Dent, scopre che alcune ruspe stanno per demolirgli la casa in cui abita per fare spazio a una nuova superstrada. In realtà è la Terra intera ad essere in pericolo: Arthur inizia il suo viaggio, scoprendo un universo sconosciuto, avendo come unica sicurezza proprio la Guida Galattica per gli Autostoppisti.

Douglas Adams, autore di "Guida galattica per autostoppisti" (1952-2001)
in foto: Douglas Adams, autore di "Guida galattica per autostoppisti" (1952–2001)

"C’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’Universo": la frase, memorabile per gli appassionati del genere insieme a quel fantomatico numero "42" che nel romanzo diviene la risposta a tutte le domande dell’umanità, riassume perfettamente lo spirito dell’opera e, in un certo senso, il modo in cui Douglas Adams ha sempre “vissuto” la fantascienza. Come qualcosa di dissacrante, mai banale e sempre accompagnata da una costante ironia cinica. La Terra, in fondo, è soltanto un piccolo puntino all'interno di un universo molto più grande, che l’essere umano non è nemmeno in grado di immaginare.

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.

Perché proprio un asciugamano?

Si tratta in realtà di un libro nel libro: nel racconto i protagonisti fanno spesso riferimento a quella che sembra una specie di enciclopedia che fornisce suggerimenti bizzarri e surreali su "la vita, l'universo e tutto quanto". Un best-seller conosciuto in tutto l’universo, economico e rassicurante, in quanto riporta, sulla copertina, le parole: "don’t panic". E fra le numerose indicazioni che l’Autostoppista cauto deve seguire, quella più importante: portate sempre con voi un asciugamano.

Ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.

A "Guida galattica per gli autostoppisti" fecero seguito altri quattro romanzi sullo stesso filone: "Ristorante al termine dell’Universo" (del 1980), "La vita, l’universo e tutto quanto" (del 1982), "Addio, e grazie per tutto il pesce" (del 1984), e "Praticamente innocuo" (del 1992). Douglas Adams muore per un arresto cardiaco l’11 maggio del 2001. Due settimane dopo, l’idea di ricordarlo così: i fan di Adams portano tutto il giorno con loro un asciugamano, ovunque vadano.