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17:26

Commercio off/online, storie e metodologie di successo

Riflessioni, consigli, casi e interviste per far nascere, crescere o innovare il proprio negozio nell'era di internet.

Partendo da un’analisi approfondita sui trend mondiali dall’inizio 2011 arrivando a casi reali della nostra penisola vi svelo un viaggio all’interno del retail, avvalendomi anche di esperienze professionali personali.

Riflessioni, consigli, casi e interviste per far nascere, crescere o innovare il proprio negozio nell’era di internet.

Integrare vita off/online è la chiave di volta per incrementare e sostenere il business. Ecco come hanno fatto alcuni brand. Iniziamo il nostro viaggio.

Commercio off/online, storie e metodologie di successo.

Concetto 1: e-commerce

L’e-commerce, il commercio elettronico, ha generato una rivoluzione della compravendita di oggetti, creando un modo rapido, comodo, efficace e sicuro per acquistare online comodamente da casa, dal proprio smartphone e con i più recenti tablet. L’e-commerce si avvale di un sito che mette a disposizione un catalogo di prodotti e consente l’acquisto direttamente su Internet tramite carta di credito. Secondo ricerche apparse su trendwatching, 8 acquisti su 10 vengono dapprima cercati online, il 42% viene acquistato online dopo la ricerca, mentre il 51% viene acquistato in store. Un ostacolo è sicuramente la diffidenz a degli utenti nell’effettuare transazioni sicure sul web, dove possono trovare informazioni, immagini, prezzi convenienti e consigli anche se fare shopping nel mondo reale è un modo di rilassarsi, andare per negozi è una fonte di intrattenimento che offre una gratificazione immediata che l’e-commerce non sa dare.

La possibilità di provare e sentire gli oggetti, imparare ad usare i prodotti e sperimentare qualcosa di  nuovo ha creato sempre più negozi al dettaglio che forniscono esclusive, edizioni limitate, esperienze sensoriali e convenienze per superare il mondo online.

Il primo esempio arriva dagli Stati Uniti: nel febbraio 2011 il negozio d’abbigliamento JC Penney ha installato uno schermo touch screen da 42 pollici che consentiva ai clienti di sfogliare il catalogo, controllare le scorte, condividere i prodotti con gli amici, leggere i codici a barre per ottenere maggiori informazioni sui prodotti e consigli su come abbinare i capi d’abbigliamento. Nello stesso anno, Westfield ha aggiunto a Google Commerce un’importante funzionalità: un’applicazione in grado di cercare e confrontare i prezzi tra rivenditori, controllare la disponibilità locale della merce con un solo click, risparmiando tempo. A Singapore esistono negozi con pareti di vetro interattive, come l’operatore di telefonia mobile SingTel, un ibrido tra off/online. A Firenze, la boutique di lusso Luisa Via Roma permette ai propri utenti di entrare fisicamente nel negozio grazie alla tecnologia 3D negozio virtuale. Home Plus, la filiale coreana di Tesco, ha lanciato una serie di negozi virtuali sui binari della metropolitana, consentendo ai clienti di effettuare acquisti tramite smartphone mentre aspettano la metro. In più sicuramente l’avanzamento delle tecnologie mobile per il pagamento sul quale stanno puntando molte multinazionali della telefonia come Orange o il Google Wallet alimenteranno nell’imminente futuro l’experience legata all’acquisto dei prodotti.

Concetto due: Tutto il mondo è un negozio, la vendita al dettaglio è ovunque.

A Madrid esiste la Pizzateca, che con soli 5€ si comprano una fetta di pizza ed un libro, a Bruxelles il Cook & Book con nove aree tematiche con stili decorativi diversi, a Seattle Capelli e Radar Records accompagna l’acconciatura con una selezione di abiti ed accessori vintage, sfilate di moda, mostre e concerti, mentre in Brasile, da Gomus, i camerini scelgono i brani per abbinare stati d’animo agli indumenti da provare.

E da noi? Nella nostra ridente penisola ci sono esempi di innovazione?

Ovviamente la risposta è positiva. Anche qui ci sono realtà interessanti e ve ne mostro alcune veramente degne di nota. Per gli appassionati di arredamento, interior design e home decor esiste un social network tematizzato per trovare e condividere in modo divertente ed intuitivo tutto ciò che si ama della casa, che sia una passione o il proprio lavoro.

Ho avuto la possibilità di intervistare Claudio Bonicco, persona squisita e molto disponibile che mi ha illustrato la startup di cui è CEO e co-founder. Si chiama Homelovin (www.homelov.in) è una community in cui l’appassionato homelover e l’operatore professionale homeworker interagiscono tra di loro scambiandosi suggerimenti, suggestioni e consulenze professionali e di qualità.

Homepage - Homelovin

“All you need is home”

Iscrivendosi gratuitamente si può curiosare tra le case, le idee e le informazioni condivise dalla community e con un paio di click si crea il proprio profilo personale per cercare, aggiungere, commentare immagini, video, articoli e link utili, stimolanti e interessanti.

Vi è un vero e proprio rinascimento del dettaglio, negozi che abbracciano gli utenti online attirandoli nei propri store offrendo loro esperienze interessanti, consigli e convenienze che l’e-commerce non fornisce.

Per gli imprenditori del settore commercio vi segnalo una vera chicca sul come gestire il retail off/online con un intervista esclusiva per fanpage. Sono andato a trovare Chiara Gioachin di CasaIn, anche qui a Torino i negozianti puntano al dettaglio: quello di Chiara non è un semplice negozio di liste nozze e bomboniere o di design per la casa…

Perché? Perché a vendere i marchi migliori sul mercato sono capaci tutti.

Qual è allora il segreto che rende migliore CasaIn?

Sicuramente dare un servizio in più al cliente, uno spazio nel quale trasmettere passioni, raccontare, leggere suggerimenti e idee per la scelta all’acquisto e per personalizzare le liste nozze rende l’aspetto molto più interessante. Da questa idea è nato dapprima un profilo sul social network Twitter (@LochiedoaChiara), un modo più personale rispetto alla classica newsletter, ed in seguito un blog (lochiedoachiara.blogspot.it) nel quale Chiara posta idee, curiosità e “chicche” e risponde alle svariate richieste dei suoi followers.

E’ anche possibile inviarle domande tramite Skype (casain_torino) per ottenere una risposta in tempo reale. Un vero e proprio centro di assistenza per maison on-demand.

Chiara considera l’e-commerce poco funzionale in quanto il cliente ha bisogno di informarsi, chiedere consigli, vedere e toccare con mano il prodotto prima di procedere all’acquisto. Chiara ha scelto di metterci la faccia, di puntare sulla disponibilità, la sincerità, la simpatia e la passione, il blog è un modo per essere più vicina al cliente, per infondere fiducia e competenza, per interagire e conoscersi in un modo completamente nuovo e tecnologico.

Chiara Gioachin titolare di CasaIn

Durante l’intervista mi spiega che CasaIn nasce essenzialmente dal suo bellissimo rapporto con la clientela: adora scambiare opinioni, conversare con le persone, si è sempre trovata a suo agio a contatto con la gente. Nel 2010 ha pensato a cosa le piacesse veramente, l’idea della casa, l’arredamento, così mentre arredava il suo nuovo appartamento le è venuta l’idea di aprire un negozio di cose per la casa. Dopo lunghi mesi di ricerca e attese, finalmente il 1 luglio 2011 diventa proprietaria del negozio nel cuore della Crocetta (nota zona in Torinese). Nel frattempo Chiara ha studiato, si è specializzata, ha partecipato a varie fiere in tutta Europa per prepararsi in vista della sua nuova avventura. Il negozio, inaugurato il 7 settembre 2011, è stato completamente rinnovato e rivoluzionato, mantenendo lo stesso nome. a giorni ritornerà online il sito internet attualmente in manutenzione (www.casaintorino.it) dove potete trovare il famoso blog e contattare Chiara su skype per qualsiasi evenienza.

Il vantaggio di un atteggiamento sociale e tecnologico come il suo è il promuovere il suo brand senza avvalersi di un e-commerce ma di sfruttare i social networks e la socialità per conoscere il cliente e dimostrare sia il suo talento che le sue passioni. Le numerose clienti che ho incontrato a CasaIn riconoscono in Chiara non solo una giovane imprenditrice ma un punto di riferimento per arredare al meglio la propria casa, infatti lei non usa i suoi canali solo per pubblicizzare i propri prodotti ma per creare un humus di interesse.

Chi meglio di un appassionato può vendervi oggetti di cui voi siete appassionati?

Concetto 3: il contenitore veicola il contenuto

Come sempre dovete cercare di amplificare il vostro contenuto, ovvero i prodotti, perché quella è la chiave del progettare. Un contenitore vuoto rimane una bella scatola, un bel contenitore che contiene valore ė una bellissima esperienza d’acquisto.

Siete innovativi? Avete un rapporto diretto off/online segnalatevi qui sotto, su needful-things, o sulla mia fanpage :)

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