Le regole ferree di un papà anni ’90 conquistano i social: “Altro che genitorialità gentile”

Due pagine fitte di istruzioni, orari e compiti domestici. Nessuna emoticon, nessuna concessione. Solo una lista dettagliata di cose da fare, da rispettare ogni giorno. La lista arriva da una casa di Philadelphia, primi anni Novanta. A pubblicarla su Threads è stato Carl Randolph Jr., oggi 34 anni, che l'aveva qualche giorno prima ricevuta dal proprio padre. "Questa m***a (nel post utilizza un termine colorito, ndr) è iniziata quando avevo otto anni. Mio padre era l’uomo più cool del mondo, ma in casa c’erano regole e struttura", ha scritto. Il post è subito stato rilanciato da oltre un milione e mezzo di utenti, alimentando la discussione su come sono cambiati i genitori e i loro figli nel giro di trent'anni.
L'elenco stabiliva nel dettaglio cosa il bambino avrebbe dovuto fare prima di andare a scuola, quali mansioni avrebbe dovuto svolgere dopo il rientro e programmava anche una serie di impegni a scadenze settimanali e mensili. La giornata tipo doveva iniziare rifacendo il letto, primissimo compito da svolgere dopo la sveglia. Poi colazione, controllo dei compiti per "ordine e completezza" e uscita di casa entro le 6.50. Una volta finite le lezioni bisognava poi pensare al bucato, portare fuori la spazzatura, bagni, sistemare la cucina, passare l'aspirapolvere, spolverare i mobili. In alcuni giorni la routine prevedeva anche la pulizia dell'esterno della casa con il tubo dell’acqua, tempo permettendo.
Disciplina, ma senza punizioni
Cresciuto da solo con il padre, ufficiale della Marina, Carl racconta che quella routine non è mai stata vissuta come un peso. Anzi, era normalità. "Era tutto molto semplice. Era la nostra routine", ha spiegato al sito della rivista Newsweek. In casa si rideva, si scherzava, ma non c’era spazio per le scuse. I piatti non potevano restare nel lavello, l'immondizia andava buttata con il sacco nuovo già inserito. Il tempo libero non era un diritto automatico, ma qualcosa da conquistare dopo aver fatto il proprio dovere. Il tono, a detta dello stesso Carl, era però fermo, ma mai punitivo, più orientato a preparare che a controllare. "Ci divertivamo anche a fare queste cose, ma mio padre non scherzava quando si trattava di regole”, ha raccontato.
Gli applausi del web e il confronto con la genitorialità gentile
Il post su Threads è rapidamente diventato virale e raccolto decine di migliaia di commenti. Molti utenti hanno applaudito quel modello educativo, leggendo in quelle righe ciò che, secondo loro, oggi manca tremendamente nelle nuove generazioni di genitori. Struttura, senso di responsabilità e un giusto equilibrio tra dovere e piacere. "È esattamente questo che serve per preparare i figli alla vita reale", scrive qualcuno. Molti hanno invece raccontato di essersi sentiti ispirati da quell'elenco, osservando come alcune di quelle regole avrebbero fatto comodo anche nella loro infanzia, perché imparare da adulti a gestire una casa o rispettare i propri impegni è spesso molto più difficile che farlo da bambini.

Credits: Threads/@fatcarl_s
Sempre tra i commenti si sprecano i paragoni con la cosiddetta gentle parenting, quella genitorialità gentile che preferisce il confronto e l'ascolto delle emozioni rispetto ai castighi e alle regole imposte senza spiegazioni. Un approccio che molti ritengono eccessivamente permissivo. È il caso di Jaclyn Williams, una madre americana diventata virale lo scorso novembre dopo aver raccontato su Instagram di essersi pentita di aver scelto un approccio "gentile" con i propri figli (ne avevamo parlato in questo articolo).
Un equivoco da evitare
La genitorialità gentile, ricordano gli esperti, non è però un approccio che bandisce le regole e lascia ai bambini la libertà di fare tutto quello che vogliono. Anzi, essere genitori "gentili" significa proprio essere ancora più presenti per intervenire sui comportamenti scorretti senza però reprimere con urla e punizioni, ma lavorando con il dialogo e l'esempio per far sì che i piccoli interiorizzino in modo più naturale gli insegnamenti utili per la loro crescita. Pur con tutte le dovute distinzioni di ambiente e periodo storico, la lezione del padre di Carl non sembra discostarsi troppo da questo modello. Si può benissimo essere inflessibili sul rispetto di certe regole anche senza diventare dei despoti rabbiosi. L'importante è che – proprio come mostrato dal padre ex-militare – l'esempio del genitore sia sempre coerente con i valori trasmessi.