Bambino di 8 anni respinto dalla scuola calcio, lo sfogo della madre: “Accusati di tradimento”

Un post sui social ha sollevato indignazione di centinaia di genitori dopo che una madre di Perugia ha denunciato la decisione di una scuola calcio del quartiere di non accettare l'iscrizione del figlio di 8 anni. A scandalizzare la donna, però, non è stata soltanto la scelta della società, ma soprattutto la motivazione, che è sembrata più che altro una forma "di vendetta" per punire la famiglia del piccolo, che frequentava quella scuola calcio da circa sette anni, con tutti e tre i bambini di casa.
La scoperta al momento dell'iscrizione
Quando madre si è presentata per rinnovare l’iscrizione del più piccolo, la risposta ricevuta è stata inaspettata: "Non ci hanno permesso di iscriverlo", ha scritto nel suo post. Inizialmente convinta di un malinteso, la donna ha chiesto spiegazioni, scoprendo che la decisione non era una punizione nei confronti del bambino, ma una ritorsione nei confronti del fratello maggiore. Nella categoria dell'annata 2013, quella del figlio più grande, diversi ragazzi quest'anno hanno infatti deciso di trasferirsi in altre squadre. Tra loro anche il dodicenne della famiglia, che ha seguito i compagni in una nuova società. Una scelta che la madre descrive come naturale: "Mio figlio ha deciso di seguire i suoi amici".
Per i dirigenti sportivi della vecchia società, però, questo cambiamento è stato vissuto come un vero affronto, tanto da inviare una comunicazione ufficiale alla segreteria con l'indicazione di respingere ogni iscrizione nel caso la famiglia si fosse presentata.

La madre ha anche racconta anche le motivazioni addotte: "Mi hanno accusata di tradimento, di un importante danno procurato alla società", si è sfogata la madre, alla quale è stato anche detto che il comportamento del figlio più grande avrebbe potuto portare il fratellino e altri compagni di casa a imitarlo. "Che in casa abbia Totti e non me ne sia accorta?", ha commentato ironicamente la donna.
L’amaro epilogo
Il piccolo calciatore, dunque, quest'anno non potrà giocarecon i suoi compagni di classe e con gli amici di sempre. La madre ha concluso il suo sfogo con parole di incoraggiamento: "Coraggio, in barba ai brutti, una società che ti accoglierà la troveremo". Un messaggio che ha raccolto decine di commenti di solidarietà e che ha acceso il dibattito sul ruolo educativo delle società sportive e sul rischio che logiche di adulti e rivalità possano ricadere sui bambini.