Violenza di genere: zero i passi avanti fatti, è urgente educare al consenso nelle scuole

Negli ultimi dieci anni il numero di omicidi commessi in Italia è diminuito del 33% passando da 475 nel 2015 a 286 nel 2025, tuttavia i femminicidi continuano a essere pressoché stabili con circa 100 donne uccise ogni anno (2). Questo nonostante una maggiore attenzione mediatica e una più diffusa consapevolezza collettiva. Quello che diminuisce è il numero di violenze compiute nelle coppie, mentre aumenta quello attuato dagli ex (dati Istat). Le donne, in sostanza, reagiscono prima alle situazioni di pericolo, ma non basta. Perché la violenza di genere è un problema sistemico e radicato nella cultura, e per questo per poter essere arginato va combattuto nel profondo.
Il ruolo della scuola: educare alle relazioni per fermare gli abusi
Sempre secondo Istat, nel 2025 sono state circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita, ma i numeri salgono vertiginosamente quando si aggiunge la violenza psicologica e quella economica. Le vittime (e gli aggressori) sono sempre più giovani, con un boom di casi sotto i 24 anni (3). Secondo gli esperti i primi segnali di relazioni tossiche emergono già nell'adolescenza, anni in cui si costruiscono le prime esperienze affettive e i modelli comportamentali. La scuola, allora, può e deve svolgere un ruolo centrale di prevenzione. In un contesto in cui le relazioni si sviluppano anche online, i fenomeni come controllo digitale, revenge porn, cyberbullismo e molestie possono essere amplificate, e ragazzi e ragazze devono poter disporre di strumenti adeguati per leggere questi fenomeni e bollarli come forme di violenza.
Coop denuncia: zero passi avanti, ma il 70% dei genitori chiede l'educazione sentimentale
Il paradosso è concreto, mentre in Parlamento si sta affrontando un dibattito acceso sul tema del consenso sessuale arretrando verso un modello di “dissenso esplicito”, il Paese chiede maggiori politiche di prevenzione ed educazione sentimentale obbligatoria. Secondo l'indagine “La scuola degli affetti” condotta da Coop, che prosegue con il progetto Close the Gap per l'inclusione e la parità di genere, e Dire, fare, amare, la campagna che sostiene l'educazione affettiva nelle scuole, il 70% dei genitori italiani chiede che diventi materia obbligatoria, e 9 italiani su 10 la considerano utile per prevenire odio e violenza tra i giovani.
Tuttavia ad oggi sono zero le ore effettivamente dedicate al tema nei percorsi scolastici. I numeri cambiano, però, se si guarda all'impegno dei cittadini e delle aziende più attive nel sociale come Coop: 72.000 firme sostengono la proposta di legge per una psicologia pubblica gratuita nelle scuole, ora all'esame del Parlamento. Sul piano organizzativo Coop ha anche ottenuto la certificazione UNI PdR 125 sulla parità di genere, con una presenza femminile nei ruoli apicali che raggiunge quasi il 50%. Un traguardo in perfetta linea anche con gli obiettivi dell'Agenda 2026 presentata proprio in queste settimane dall'azienda, con focus su formazione, prevenzione e inclusione.
Perché è importante educare al consenso
L'educazione sentimentale non serve solo per parlare di emozioni e relazioni, ma soprattutto a insegnare il consenso, un concetto ancora distorto nel quotidiano. Educare al consenso significa spiegare che ogni relazione può esistere solo quando entrambe le persone partecipano in modo libero e consapevole. Significa insegnare che il silenzio non è un sì, che l'insistenza non è corteggiamento, che il consenso può essere in qualsiasi momento revocato, e che il rifiuto deve essere sempre rispettato. È proprio nell'assenza di una cultura al consenso che si annidano le dinamiche di controllo e sopraffazione, ed è per questo che è nelle aule scolastiche che deve iniziare il cambiamento culturale.
(1) https://www.istat.it/statistiche-per-temi/focus/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/violenza-dentro-e-fuori-la-famiglia/il numero-delle-vittime-e-le-forme-di-violenza/
(2) https://osservatorionazionale.nonunadimeno.net/anno/2025/
(3) https://www.repubblica.it/cronaca/2024/05/31/news/violenza_di_genere_report_polizia 423137475/#:~:text=Violenza%20di%20genere%2C%20sempre%20più,i%2013%20anni%20%2D%20la %20Repubblica