Non sappiamo più rallentare (ma forse ne abbiamo bisogno)
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Si chiama “time anxiety” o chronophobia, ed è uno dei disagi più diffusi degli ultimi anni. La sensazione di non avere mai abbastanza tempo, o peggio, di stare sprecandolo non facendo abbastanza, colpisce trasversalmente: studenti, professionisti, genitori e lavoratori. In una società che ci vuole costantemente produttivi, sempre presenti, brillanti e primi della classe, rilassarsi è diventato un lusso.
Il senso di urgenza è costante, ci sembra di essere sempre di corsa o in ritardo, anche quando non c'è una vera necessità. Basta pensarci su un attimo: quand'è stata l'ultima volta che ci siamo dedicati semplicemente a vivere il presente leggendo un libro, passeggiando senza una meta, concedendoci il vecchio e caro “dolce far niente”?
In questo contesto persino i viaggi di piacere, che un tempo erano esperienza e condivisione, oggi sono spesso un tragitto da completare nel minor tempo possibile. Li scegliamo sui social tra i trend in voga, li raccontiamo in tempo reale e forse li carichiamo di aspettative irreali. Eppure, parallelamente, la nostra mente ci chiede di fermarci e goderci la bellezza della vita: non a caso, secondo i report, più di 7 italiani su 10 desiderano avere più tempo per sé e le relazioni.
È proprio dentro questa contrapposizione tra fretta e desiderio di presenza che arriva il nuovo progetto Autogrill “Urban Art on the Road”, che ci invita a fare qualcosa di semplice ma controintuitivo: rallentare lo sguardo senza smettere di viaggiare.
In collaborazione con Outdoora, Autogrill ha pensato di trasformare attraverso l'Urban Art i alcuni dei suoi punti vendita in musei diffusi. L'arte, quindi, arriva direttamente nei luoghi di viaggio: vere e proprie tele urbane adornate di murales non solo visivamente impattanti, ma anche ricchi di significato. Il leader nella ristorazione per chi viaggia, parte di Avolta, ha avuto l'idea di celebrare così l'identità dei territori in cui opera, stimolando il turismo culturale, e una riflessione collettiva sull'esigenza di smettere di rincorrere il tempo. Ogni opera nasce infatti da un'attenta lettura del contesto in cui si inserisce, offrendo ai viaggiatori un'esperienza immersiva che interpreta il viaggio e il passaggio non come momenti fugaci, ma come esperienze consapevoli sul “qui e ora”. Un percorso artistico che racconta culture, paesaggi, e storie collettive che guarda anche alla sostenibilità: grazie all'utilizzo di vernici fotocatalitiche i murales neutralizzano gli agenti inquinanti nell'aria, diventando dei “depuratori” a cielo aperto.
Tra i numerosi urban artist che prenderanno parte al progetto ci sono già Mrfijodor (pseudonimo di Fijodor Benzo) e Corn79 (Riccardo Lanfranco) che hanno firmato le prime opere, rispettivamente presso le aree Autogrill di Badia al Pino Ovest, Arezzo, e Po Brennero Est – in provincia di Mantova. A portare lo sguardo femminile è Rame13 (Ginevra Giovannoni), artista di origini toscane e prima donna impegnata nel progetto con un murales previsto nell'area di Civita Nord questa primavera, ma tante altre seguiranno in giro per l'Italia. “Con Urban Art on the Road vogliamo raccontare un nuovo modo di vivere l’arte al di fuori degli spazi tradizionali, dando voce al territorio grazie alla collaborazione con artisti locali, capaci di sorprendere i viaggiatori con la loro arte e rendendo la sosta un momento di bellezza e arricchimento culturale”, Massimiliano Santoro, CEO Italia di Avolta.