Dall’Ariston all’abitacolo dell’auto: la musica cambia palcoscenico e diventa esperienza sensoriale

L'abitacolo della nostra auto è uno dei luoghi dove trascorriamo più tempo ogni giorno, tanto che accendere la radio (o collegare lo smartphone) è diventata una parte irrinunciabile della nostra routine. Non è un caso, perché la musica da sempre ci aiuta a dare ritmo alla giornata, alleggerendo le tensioni e caricandoci di energia positiva. E se in questo spazio sospeso tra un impegno e l'altro la musica diventasse qualcosa di più che il sottofondo che ci fa compagnia? È questa l'idea dietro il progetto “Sound Experience – la musica, sentila davvero” lanciato da Ford proprio in occasione del Festival di Sanremo.
Nella settimana in cui celebriamo la musica italiana, l'invito della casa automobilistica è di andare oltre il semplice ascolto per tornare a vivere la musica come un'esperienza multisensoriale. Attivare non solo l'udito ma anche il tatto, per accogliere vibrazioni, ritmo e accedere a tutte le nostre emozioni. E dove, se non in auto? Secondo i report, infatti, è l'abitacolo il luogo d'ascolto privilegiato: tra il 60 e il 66% degli italiani dichiara di ascoltare musica mentre guida più di quanto faccia in casa o in altri posti. 6 persone su 10 accompagnano i propri spostamenti con la musica soprattutto per regolare l'umore o scacciare la noia, specialmente nei lunghi tragitti o nei tratti più trafficati, ma ora le cose potrebbero cambiare.
La nuova Ford Puma Sound Edition promette infatti di trasformare l'auto in una sala d'ascolto multisensoriale. Un'edizione speciale che ha un sistema audio B&O finemente calibrato da HARMAN e che non si limita a riprodurre le tracce, ma dà vita a una nuova dimensione mai esplorata prima nel panorama automobilistico. È stato il sound designer Francesco Spaggiari a immaginare questo approccio innovativo: già fondatore di Eufonia, la realtà che indaga i legami tra arte e suono, Spaggiari ha modellato le frequenze e i ritmi per dare vita a melodie uniche, in grado di generare vibrazioni che attraversano il corpo e l'anima di chi le ascolta.
Un approccio così innovativo all'ascolto che non sarebbe stato possibile senza il contributo di Ludovica Billi e Daniela Collu: due sensibilità diverse che hanno portato alla collaborazione dei punti di vista speciali, arricchendola grazie alle loro storie personali. Conosco diversi modi di vivere la musica, ed è attraverso le vibrazioni che mi trasmette. Collaborando a questo progetto ho percepito ogni nota non solo in tutto il corpo, ma con un'intensità particolare nelle braccia e nelle mani. Vivere la musica così potentemente in un'automobile è un'esperienza che non avevo mai provato prima, davvero unica,racconta Billi, creator da anni impegnata per la sensibilizzazione sulle disabilità uditive Daniela Collu, con la sua sinestesia (una condizione neurologica in cui uno stimolo sensoriale attiva un altro senso), ha invece offerto una testimonianza unica e per certi sensi opposta, dimostrando che la musica non conosce barriere e può essere vissuta in modi profondamente personali, e spesso inaspettati.
Insomma, l'esperienza di ascoltare musica in auto vuole elevarsi in qualcosa di più, diventare un linguaggio più forte, accessibile a tutti e al tempo stesso intimo. Che sia questo il futuro dell'automotive?