Sta arrivando il periodo dell’anno in cui fare shopping è una tradizione consolidata: finalmente potremmo dire addio a questo anno un po’ da dimenticare, concentrandoci sulle cose belle. Il Natale con le sue sorprese e la sua incredibile atmosfera di intimità (e quest’anno sarà ancora più vissuta dato il periodo un po’ difficile) porta sempre gioia e sorprese da gustarsi in famiglia. Impossibile mancare all’appuntamento, anzi forse quest’anno sarà bello “esagerare”. E nell’esagerare saremo tutti diversi, ma uguali: perché se è vero che ciascuno ha i propri gusti e le proprie passioni, se è vero che ciascuno può scegliere dove e come acquistare, se online, di persona o scegliendo la consegna a domicilio del proprio negoziante di fiducia, è vero che siamo tutti uniti e uguali dal punto di vista dei diritti di cui beneficiamo.

Una campagna per informare i consumatori

Ebbene, i diritti dei consumatori esistono e bisogna solo informarsi per capire se si è vittime di situazioni meritevoli di tutela. Abbiamo diritto di conoscere i nostri diritti e soprattutto c’è qualcuno che lavora perché ci sentiamo tutelati come consumatori. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha lanciato una campagna informativa per sensibilizzare ogni consumatore a informarsi sui propri diritti: #convienesaperlo è il titolo della campagna che ha coinvolto anche il Ministero dello Sviluppo Economico.*

Pubblicità ingannevole? No, grazie 

Non ti è mai capitato di acquistare un pacchetto vacanze in un luogo lontano e dalle foto idilliache per scoprire all’arrivo che si trattava di qualcosa di ben lontano dalle tue aspettative? Oppure di optare per un luogo “silenzioso” e bucolico e incappare in un hotel di fianco alla stazione ferroviaria? A molti è successo. Questo è un classico esempio di “pubblicità ingannevole” e ogni consumatore ha diritto di essere tutelato da questi eventi spiacevoli. Ma il diritto alla trasparenza, ovvero a ricevere dai venditori informazioni esaurienti e veritiere, è solo uno dei diritti del consumatore. Si ha il diritto a essere rimborsati, in caso di prodotti difettosi, malfunzionanti o non corrispondenti all’uso dichiarato, il diritto di decidere senza condizionamenti, ovvero di essere tutelati da pratiche commerciali aggressive. Un esempio facile da intuire è il caso in cui un venditore a domicilio ignori l’invito a lasciare l’abitazione. Ma anche quando chi vende, per indurre in errore sulla particolare convenienza dei prezzi praticati, dichiara di essere in procinto di cessare l’attività commerciale: anche questa è considerata una pratica scorretta e ingannevole.

I diritti per gli acquisti online e nelle televendite 

A questi diritti non sfugge nemmeno il Web. Se si è insoddisfatti di un acquisto online si ha la possibilità di recedere entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto acquistato esercitando il diritto di recesso: in questi casi si ha diritto a ricevere il rimborso di quanto pagato entro i 14 giorni successivi, con lo stesso strumento di pagamento utilizzato per acquistare il bene o il servizio tenendo conto che i costi di spedizione sono comunque a carico del venditore mentre a carico del consumatore sono i costi di restituzione. Questa norma si applica a tutte le vendite via Internet, per telefono e per corrispondenza e a vendite effettuate al di fuori di punti vendita fisici. Anche le vendite via telefono devono avvenire senza ombre o travisamenti e rispettare la chiarezza e la trasparenza. Insomma, informarci è un dovere, ma ci apre a mille possibilità per far valere i nostri diritti (un decalogo si può trovare qui) senza aver dubbi o subire truffe inconsapevolmente: ci #convienesaperlo, e nel caso volessimo fare una segnalazione, basta registrarsi sul sito dell’AGCM e cliccare su “Segnala Online – Tutela del consumatore”.

* Iniziativa finanziata dal MiSE, ai sensi dell’art. 148, legge 388/2000 – Anno di riparto 2019”.