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I legumi contrastano diabete e obesità, ecco quante volte mangiarli secondo la nutrizionista

I legumi sono ricchi di tutto ciò che fa bene al nostro corpo, fibre, proteine vegetali e vitamine B: una nutrizionista spiega a Fanpage.it quante volte mangiarli e come inserirli nella dieta.
Intervista a Dott.ssa Alice Cancellato
Nutrizionista presso l'IRCCS Ospedale San Raffaele.
A cura di Elisa Capitani
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Fondamentali per un'alimentazione sana, i legumi sono anche facili da inserire all'interno di una dieta quotidiana. Fagioli, ceci, lenticchie, fave, soia e molti altri sono tra delle fonti più importanti e sostenibili nella piramide alimentare, essendo ricchi di fibre, proteine vegetali e vitamine del gruppo B. Grazie alla loro natura, se inseriti in una corretta dieta, possono apportare numerosi benefici per il nostro corpo: riduzione del colesterolo cattivo, equilibrio della glicemia e nutrizione del microbiota intestinale, importantissimo per la salute dell'intestino e del sistema immunitario. Abbiamo parlato con la dottoressa Alice Cancellato, nutrizionista presso l'IRCCS Ospedale San Raffaele, per capire quando e come mangiarli, a seconda di predisposizioni personali e reazioni del corpo.

Partiamo dalle basi: quando parliamo di legumi, a quali alimenti ci riferiamo e quali sono le principali differenze tra le varie tipologie?

Parliamo di fagioli, lenticchie, ceci, piselli, fave e soia. Dalla soia derivano anche tofu e tempeh, che sono alimenti semplici e poco processati, facilmente inseribili in un’alimentazione sana e varia. I legumi contengono principalmente proteine, una buona quota di carboidrati e molte fibre, mentre sono praticamente privi di grassi. Devono essere considerati un secondo piatto, quindi una fonte proteica alternativa a carne, pesce, uova e formaggi. Le linee guida consigliano di consumarli almeno quattro o cinque volte a settimana, ma alcune raccomandazioni internazionali suggeriscono addirittura un consumo quotidiano, prevedendo almeno un pasto al giorno completamente vegetale tra pranzo e cena.

Quali sono i principali benefici nutrizionali dei legumi?

I legumi hanno numerosi vantaggi. Sono ricchi di fibre, che aumentano il senso di sazietà, aiutano a contrastare l’ipercolesterolemia riducendo l’assorbimento del colesterolo e nutrono il microbiota intestinale. Negli ultimi anni sappiamo quanto l’equilibrio della flora batterica sia importante, non solo per l’intestino ma anche per il sistema immunitario e per il dialogo con il cervello. Contengono inoltre vitamine del gruppo B e proteine vegetali: l’abbinamento tra proteine e fibre consente di rallentare l’assorbimento degli zuccheri e di mantenere più stabile la glicemia.

Possono essere utili nella prevenzione di patologie come diabete, obesità o malattie cardiovascolari?

Assolutamente sì. Un’alimentazione più vegetale, con consumo regolare di legumi, aiuta a contrastare le malattie metaboliche come diabete, ipercolesterolemia e obesità, ma anche le malattie cardiovascolari. I legumi contengono sostanze antinfiammatorie e, rallentando l’assorbimento degli zuccheri, contribuiscono a modulare anche il rilascio di insulina. In generale, un’alimentazione a prevalenza vegetale ha un effetto antinfiammatorio e protettivo.

Molte persone lamentano gonfiore o difficoltà digestive dopo aver mangiato legumi. Da cosa dipende?

Spesso dipende dal fatto che non si è abituati a consumarli. Il microbiota deve adattarsi all’apporto di fibre, quindi è importante introdurli gradualmente, iniziando con piccole porzioni. All’inizio si possono preferire legumi decorticati, come lenticchie rosse, piselli spezzati o ceci decorticati, oppure consumarli passati o frullati. Anche la farina di legumi, come quella di ceci, o la pasta di legumi possono essere valide alternative; mentre tofu e tempeh, soprattutto quest’ultimo essendo fermentato, sono generalmente più digeribili e ben tollerati. Quando si cucinano legumi secchi è utile eliminare la schiuma che si forma durante la bollitura, non salare l’acqua all’inizio della cottura e aggiungere eventualmente alloro, semi di finocchio o un pezzetto di alga kombu per ridurre i possibili effetti intestinali. Se si utilizzano legumi già pronti, meglio sceglierli in barattolo di vetro e sciacquarli bene dal liquido di conservazione.

Ci sono controindicazioni in caso di reflusso o sindrome dell’intestino irritabile?

Per quanto riguarda il reflusso, i legumi non creano particolari problemi, anzi risultano spesso più digeribili delle proteine animali, che permangono più a lungo nello stomaco e richiedono una maggiore produzione di succhi gastrici. In caso di sindrome dell’intestino irritabile, invece, è consigliabile introdurli molto gradualmente e preferire le versioni decorticate o passate. In presenza di diverticoli, i legumi interi possono essere meno indicati, ma il discorso riguarda in generale tutte le fibre e in questi casi è sempre opportuno personalizzare l’alimentazione con uno specialista. Le alternative restano comunque molte: legumi interi, decorticati, frullati, sotto forma di pasta o farine. L’importante è inserirli con regolarità e trovare la modalità più adatta alla propria tolleranza. Come sempre, l’alimentazione va personalizzata, ma aumentare la quota vegetale rappresenta una scelta favorevole per la salute nel lungo periodo.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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