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Anoressia, bulimia e sessualità, la psicologa Boeris: “L’intimità viene evitata o controllata”

I disturbi alimentari non incidono solamente sulla percezione del nostro corpo e sul nostro benessere fisico: la psicologa Boeris Clemen spiega come anche la sessualità ne sia fortemente influenzata in tanti modi diversi.
Intervista a Dott.ssa Federica Boeris Clemen
Psicologa, psicoterapeuta esperta in disturbi cognitivi-comportamentali.
A cura di Elisa Capitani
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I disturbi alimentari, come anoressia, bulimia e binge eating, non incidono solo sul rapporto con il cibo, ma anche sulla percezione del corpo, sull’autostima e a volte anche sulla sessualità. Spesso chi soffre di questi disturbi sperimenta vergogna, ansia e difficoltà nell’intimità, mentre la pressione sociale legata a modelli estetici rigidi amplifica il senso di inadeguatezza. Federica Boeris Clemen, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale specializzata in disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, spiega come si manifesta il legame tra corpo, desiderio e sessualità e quale ruolo può avere un percorso psicologico nel recupero di un rapporto più sano con se stessi.

Esiste un legame tra disturbi alimentari e sessualità? Se sì, da dove nasce e come si manifesta?

Sì, può esistere un legame. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono patologie complesse, caratterizzate da un’eccessiva preoccupazione per il peso, la forma del corpo e il controllo dell’alimentazione. Il corpo diventa quindi centrale. Questo ha un impatto diretto sulla sessualità, perché spesso sono presenti insoddisfazione corporea, vergogna e bassa autostima, che possono portare a evitare l’intimità. Il corpo viene vissuto come qualcosa da controllare, correggere o usare per ottenere conferme, e questo inevitabilmente influenza anche la sfera sessuale. A questo si aggiunge un aspetto biologico: in alcuni casi la malnutrizione provoca alterazioni ormonali che incidono sulla libido.

Esiste una connessione tra desiderio per il cibo e desiderio sessuale?

È importante distinguere. Il cibo può avere una valenza culturale o simbolica anche nella sessualità, ma nel disturbo alimentare assume significati molto più complessi. Se è vero che sia il cibo sia la sessualità possono essere associati al piacere, nel disturbo alimentare questa esperienza è spesso ambivalente: al piacere si accompagnano senso di colpa, ansia e tristezza. È proprio questa componente a rendere il rapporto con il cibo disfunzionale.

In che modo disturbi come anoressia, bulimia o binge eating incidono sulla vita sessuale e sulla percezione del corpo?

In tutti questi disturbi è presente una forma di dismorfismo corporeo, cioè una percezione alterata del proprio corpo, accompagnata da un’eccessiva attenzione a difetti percepiti e da un forte bisogno di controllo. Il corpo viene vissuto come qualcosa da correggere o da nascondere, con una forte paura del giudizio. Questo porta a vivere la sessualità in modi diversi: può essere evitata, controllata rigidamente oppure utilizzata come mezzo per ottenere conferme. Nell’anoressia è più frequente una forte inibizione, nella bulimia si osservano dinamiche più oscillanti, mentre nel binge eating è comune l’evitamento legato a vissuti di inadeguatezza. Si tratta comunque di tendenze generali, che variano da persona a persona.

Il controllo sul corpo può essere influenzato anche dalla relazione con l’altro?

Questi disturbi tendono a portare isolamento, e il controllo è esercitato soprattutto dalla persona su se stessa. Tuttavia, esiste una forte sensibilità al giudizio e alle critiche, quindi anche la relazione può avere un impatto. In alcuni casi possono emergere dinamiche di dipendenza affettiva, ma il nucleo centrale resta il rapporto individuale con il proprio corpo.

Quanto influisce la pressione sociale, dai modelli estetici al mondo della moda, su alimentazione e sessualità?

Oggi la cultura contemporanea associa ancora una volta magrezza, bellezza e successo. Questo rafforza il legame tra valore personale, percezione del corpo e approvazione esterna. Di conseguenza, il rapporto con il cibo e con il proprio corpo finisce per influenzare anche il modo di vivere la sessualità, perché tutte queste dimensioni sono strettamente connesse.

Che ruolo può avere un percorso psicologico nel ricostruire un rapporto sano con il cibo e con la sessualità?

Il percorso psicologico è fondamentale. L’obiettivo è aiutare la persona a costruire un’identità svincolata da parametri esterni, come il peso, l’aspetto fisico o la performance. Si lavora per ristabilire il contatto con il proprio corpo, riconoscere emozioni e bisogni e ridurre pensieri e comportamenti disfunzionali. Migliorando il rapporto con il corpo e con il cibo, di conseguenza può migliorare anche il modo di vivere la sessualità e l’esperienza del piacere.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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