Lindsey Vonn può sciare col crociato rotto? L’esperto: “Come andare in autostrada con la ruota sgonfia”

Lindsey Vonn ha confessato di avere "completamente rotto" il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro a Crans Montana, ma l'infortunio non le impedirà di partecipare alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. L'intenzione è gareggiare nella discesa libera in programma domenica 8 febbraio. Una situazione complessa e incredibile anche per un altro dettaglio: la sciatrice americana ha già una protesi parziale in titanio al ginocchio destro impiantata ad aprile 2024. Com'è possibile lanciarsi al di là del cancelletto e scendere a circa 135 km/h senza una cartilagine fondamentale? Quali rischi comporta un atto di coraggio sportivo del genere? Lo spiega a Fanpage.it il il professor Loris Perticarini, specializzato in Ortopedia e Traumatologia: è esperto nel trattamento delle lesioni muscolo-tendinee, meniscali e legamentose, e nella chirurgia protesica di anca, ginocchio e caviglia, con particolare attenzione alla cura degli atleti.
In che modo una muscolatura eccezionale (come quella di Vonn) può sostituire meccanicamente la funzione di ‘freno' del crociato anteriore durante le sollecitazioni estreme della discesa libera?
"Allora il discorso è questo: se si aspetta, il crociato rotto non guarisce. Il crociato che cosa fa? Dà una stabilizzazione alle rotazioni, sia alla rotazione anteriore della tibia sia alle rotazioni del ginocchio. Atleti come Vonn possono sopperire alla funzione del crociato grazie a un tono muscolare veramente importante".
Senza il crociato, mancano i recettori nervosi che mandano segnali al cervello: come fa una sciatrice a mantenere una precisione millimetrica necessaria a quelle velocità e con quelle sollecitazioni?
"Ovviamente è rischioso, però non ha nessun altro tipo di possibilità. Se uno sportivo ha una situazione isolata di crociato senza fratture del piatto tibiale, collaterale o altro… a volte succede che il ginocchio non si gonfia neanche tanto, al limite c'è un po' di edema. Ma l'articolarità rimane buona, per cui ti fidi della stabilità data dalla muscolatura".

Quindi, la compensazione muscolare è l'unica cosa che può aiutarla a controllare un ginocchio instabile?
"Questo è quello che può fare. Poi, è ovvio, che il principio è che sarebbe meglio non farlo… ma questo è l'unico modo che ha. Per cui se non ci sono altre lesioni preoccupanti, coinvolgimento dell'osso, ti può aiutare la stabilizzazione muscolare".
I moderni tutori in carbonio possono davvero impedire la traslazione anteriore della tibia sotto carichi di centinaia di chili in curva o hanno solo una funzione psicologica e propriocettiva?
"Sarebbe più sicuro se Vonn lo avesse. Bisogna capire se il gesto atletico lo consente, se riesce a tenerlo su. Il crociato ha dei recettori di propriocezione, di percezione del ginocchio nello spazio, però campioni del calibro dell'americana hanno un controllo neuro-muscolare incredibile. E quindi da un punto di vista funzionale potrebbe farcela a scendere resistendo alle sollecitazioni della gara. Ovvio, è rischioso, però lì entra in gioco la forza di volontà e l'orgoglio dell'atleta che non vuole perdere i Giochi".
Qual è il rischio reale che il ginocchio ‘scappi' improvvisamente durante una compressione o un salto, provocando una caduta ad alta velocità?
"Il rischio è di traumatizzare l'osso, la cartilagine, gli altri legamenti… E se ha il ginocchio che è un pallone e non lo riesce ad appoggiare è chiaro che non può sciare. Ma se non ha tutto questo immagino quale possa essere il suo stato d'animo. Vonn adesso si sta giocando tutto, forse è la sua ultima Olimpiade. A quel livello, finché c'è una possibilità, ci proveranno sempre anche se dal punto di vista dei rischi sarebbe meglio di no".
L'instabilità del ginocchio sinistro potrebbe portare a una sovraccarico compensatorio sul ginocchio destro (già sottoposto a protesi parziale)? Si rischiano un infortunio speculare e una danno articolare ben più serio?
"Non è che se non hai il crociato automaticamente si autodistrugge il ginocchio. C'è uno dei traumi, però magari l'energia che è necessaria per avere un trauma importante è minore di quella che è necessaria per rompersi il crociato o farsi più male. È come andare in un'autostrada con la ruota sgonfia, non è che non si può andare… si può procedere ma potresti spaccare il cerchione o sbandare o perdere aderenza in curva se piove".
La Vonn ha parlato di gonfiore sotto controllo. Come si riesce a drenare un ginocchio con una rottura così acuta in pochi giorni così da agevolare il movimento articolare necessario a uno sciatore?
"Dipende dalla condizione del ginocchio… può essere anche asciutto, perfetto ed esserci il crociato rotto. Oppure sì, si può intervenire per togliere il liquido ma non è detto che il versamento si riformi per forza. Non deve esserci un processo infiammatorio molto importante e il controllo muscolare – neuromuscolare fa la differenza per una campionessa come Vonn. Ovvio che se succedeva a me…".