"Fisicamente posso arrivare a competere a Milano-Cortina 2026"Arianna Fontana è focalizzata sul presente ma guarda al futuro e lascia la porta aperta per i Giochi olimpici invernali che si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026 in Italia. La pattinatrice di Sondrio è l'atleta italiana in attività ad aver vinto più medaglie alle Olimpiadi invernali (otto) ed è vicinissima al record detenuto da Stefania Belmondo, che è a quota dieci: a Pechino nel 2022 proverà a raggiungere questo primato. A Fanpage.it la forte pattinatrice classe 1990, che nella sua carriera ha vinto un oro, due argenti e di cinque bronzi ai Giochi Olimpici; ha raccontato come ha affrontato il lockdown dovuto all'emergenza Coronavirus, ha parlato dell'anno lontana dalle gare e della sua risposta quando le è stato chiesto di gareggiare per altri paesi.

Arianna, dopo il lockdown è ripresa la preparazione della Nazionale italiana di short track in vista della prossima stagione. In che modo hai affrontato il periodo di stop forzato a livello fisico e psicologico?
"Da quando si è interrotta anticipatamente la stagione agonistica a marzo sono rimasta a casa con la mia famiglia in Valtellina. Ho poi raggiunto mio marito e allenatore Anthony negli USA a maggio per ricominciare la mia preparazione in vista della prossima stagione per poi spostarmi a Budapest".

Prima del lockdown era arrivata la medaglia d’argento agli Europei di Debrecen: avevi ripreso alla grande dopo l’anno sabbatico. Quali giovamenti ha portato alla tua carriera e perché un’atleta come te ha bisogno di fermarsi per così tanto tempo.
"Faccio parte di questo mondo da diverso tempo ormai, ho visto persone venire ed andare, c’è chi non torna più, e chi come me che si prende pause. Per far sì che possa presentarmi al meglio a competizioni importanti, quali Olimpiadi e Mondiali, ho bisogno di ‘togliermi' da determinate situazione e/o ambienti negativi e logoranti. Facendo ciò, ho tempo di ricaricarmi di energia positiva, liberare mente e corpo da tossine ed essere al 100% quando ha importanza".

Dopo averti visto a Debrecen in grande forma, non vedevamo l’ora di ammirarti al campionato del mondo a Seul. C’è qualche rimpianto per lo stato di forma che attraversavi?
"I mondiali erano sicuramente il mio obiettivo per la stagione scorsa. Non posso negarlo, stavo alla grande e non vedevo l’ora di gareggiare. Quindi si, quando i Mondiali sono stati cancellati ero delusa e arrabbiata ma nella situazione in cui eravamo cancellare la competizione era l’unica decisione da prendere. Per il periodo di stagione in cui siamo ora, sto bene, sono contenta di come sta andando la preparazione: Anthony ed io ci siamo trasferiti a Budapest, in un ambiente sicuro e positivo, e ci stiamo ambientando molto bene!".

Il record di 10 medaglie ai Giochi Olimpici invernali della Belmondo è a due passi: Pechino potrebbe portarti nella storia dello sport italiano ancor più di quanto già non lo sei. Ci pensi mai a questo?
"I record sono fatti per essere battuti, e chi dice il contrario, eventualmente sarà smentito. Di tanto in tanto, è divertente parlare di record ma non è qualcosa che uso come mia vera e propria motivazione. Sono fiera di essere italiana, e voglio rappresentare l'Italia nel modo migliore possibile e se facendo ciò infrango dei record, ancora meglio".

Se dico Milano-Cortina 2026 a cosa pensi? Ogni tanto l'occhio al calendario lo butti o siamo ancora troppo lontani? 
"Fisicamente posso arrivare a competere a Milano-Cortina 2026. Ma non è una cosa a cui penso ora, adesso ho davanti a me Pechino 2022".

Dopo il matrimonio si era  parlato molto della possibilità che gareggiassi per gli Stati Uniti ma l’unica vera proposta ti arrivò dai russi nel 2010. È vero? 
"Mi viene chiesto spesso di andare ad allenarmi da qualche parte, di trasferirmi in un altro paese… so per certo che gli atleti che hanno cambiato nazione avevano delle buone motivazioni per farlo, io sono orgogliosa di rappresentare il tricolore".

In che modo lavori in vista del futuro? Quali sono oggi le tue prospettive.
"Nella situazione in cui siamo ora, non sapendo se ci saranno gare o no questa stagione, ci alleniamo come se dovesse essere tutto regolare e ci adatteremo man mano l’ISU deciderà sul da farsi".