Scoperto un nuovo trucco dei motori Mercedes e Red Bull nella F1 2026: lo usano solo in qualifica

Non solo il sospetto sul rapporto di compressione, non solo il nodo legato alle partenze e non solo i dubbi sulla cosiddetta ala bifase: nel Mondiale di Formula 1 2026 è emersa un'altra zona grigia che riguarda stavolta l'uso dell'MGU-K in qualifica. A finire sotto osservazione è una gestione della potenza elettrica individuata sui motori Mercedes e Red Bull (dunque, considerando anche team satelliti e clienti, ben 12 delle 22 monoposto in griglia), utile soprattutto negli ultimi metri del giro lanciato.
Il meccanismo, semplificando al massimo, è questo: invece di accompagnare la riduzione della spinta elettrica in modo progressivo, queste power unit riescono a tenere più a lungo i 350 kW disponibili e poi a tagliarli di colpo, portandoli a zero, proprio a ridosso del traguardo. Il vantaggio non è enorme, ma sul giro secco anche pochi millesimi possono spostare una pole o una seconda fila.

Ciò che insospettisce è che questa soluzione sfrutta una modalità prevista dal regolamento come funzione d'emergenza. Quando viene attivata, però, scatta un blocco automatico di circa 60 secondi durante i quali l'MGU-K non torna disponibile. In gara dunque sarebbe un prezzo troppo alto da pagare. In qualifica, invece, quel minuto coincide quasi tutto con il giro di raffreddamento o con il rientro ai box. Ed è qui che nasce il trucco.
A Suzuka, però, il sistema ha mostrato anche il lato peggiore. Senza il supporto elettrico dell'MGU-K, con questi motori privi del vecchio MGU-H, il turbo fatica a riprendere pressione quando il pilota rallenta molto per dare strada. Il risultato è una monoposto che resta quasi senza spinta, come si è visto con Albon e, in forme diverse, anche con Antonelli e Verstappen. Non a caso l'olandese ha parlato di "problema tecnico".

È questo dettaglio che ha acceso il fastidio della Ferrari. A Maranello sanno che la pratica, allo stato attuale, rientra in ciò che il regolamento consente. Ma ritengono che sia lontana dallo spirito della norma e vogliono capire dalla FIA se resterà permessa. Anche perché il sospetto, in casa rossa, è che i motorizzati Mercedes abbiano trovato un altro piccolo vantaggio in una stagione in cui il margine si costruisce soprattutto sulla gestione dell'energia più che sui cavalli puri.
Il tema ora non è solo politico, ma anche di sicurezza. Per questo la Federazione ha già acceso un faro sulla vicenda. E il fatto che la Mercedes, secondo quanto emerso dal paddock, abbia scelto di non insistere con questa mappatura per il resto del weekend giapponese dice già molto: il guadagno c'è, ma il rischio potrebbe essere troppo alto.